Anteprima Rep: Precedenti pericolosi

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A cura di Sara Ficocelli – 13 febbraio 2019

 

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Precedenti pericolosi

Duro scontro nel Parlamento europeo tra Guy Verhofstadt, capogruppo dei liberali di Alde, e il premier Conte, appena dopo il suo intervento. Sedici anni dopo lo scontro tra Berlusconi e Schulz – spiega Tommaso Ciriaco – l’Italia è di nuovo sotto accusa in Ue. “Ma non mi hanno trattato come Silvio”, dice l’avvocato degli italiani.

Luigi Di Maio, intanto, si sente solo, troppo solo nella guida del Movimento 5 Stelle. Dopo due giorni di telefoni spenti e riflessioni, il vicepremier pensa a una segreteria politica, anche se Casalino smentisce. Il peso della decisione sul processo a Salvini è grave: “Precedente pericoloso”, spiega il vicepremier. “Ma è difficile dire se a preoccuparlo sia più l’idea di sdoganare il salvacondotto per i reati ministeriali o la consapevolezza che, in caso di no al processo, a lui sarà addebitato il prezzo della scelta”, dice Stefano Cappellini.

La rassegna si chiude con il pezzo di Federico Rampini su El Chapo, proclamato dieci volte colpevole e condannato all’ergastolo. Nonostante ciò, l’impero del re dei nascos resiste: concluso il processo a New York, il boss sconterà la pena in un carcere di isolamento in Colorado. Secondo il procuratore, si tratta comunque di una vittoria per le famiglie che hanno perso i loro cari nel vortice della droga.

 

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Un Paese rimasto solo

di Andrea Bonanni

Il naufragio europeo dell’Italia grillo-leghista è andato in scena ieri nell’emiciclo semideserto del Parlamento di Strasburgo. Lo “Schettino” della situazione è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Solo che lui ha cercato di abbandonare la nave ancor prima che si sfasciasse recitando davanti alle poltrone vuote un discorso finto-europeista che non ha ingannato nessuno. E poi, di fronte alla marea montante delle contestazioni puntuali e delle critiche argomentate venute dai deputati di tutti i Paesi, ha perso le staffe, si è dichiarato insultato in nome e per conto del popolo italiano, quindi si è messo a lanciare insinuazioni e veleni, come aveva fatto nelle stesse aule il Berlusconi dei tempi peggiori.

 

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Montalbano buonista batte Salvini

di Francesco Merlo

Arriva Montalbano e si scopre che in Italia l’élite buonista è popolo, undici milioni di popolo (radical chic?) incollato davanti alla tv per vedere le piccole braccia di Zingaretti aprirsi grandi, grandissime, sull’amatissimo mare di Vigata che accoglie gli immigrati come persone da salvare e non come ostaggi da sequestrare. Il commissario, per vocazione civile, si getta pure in acqua per recuperare il corpo adolescente di un disgraziato maghrebino. Gli bastano pochi e decisi gesti per togliersi la camicia bianca, l’indumento con l’aria di niente che veste tutti gli italiani e dunque anche Montalbano, il quale mai si traveste con le divise paramilitari del ministro Salvini che del poliziotto fa solo la caricatura incanaglita.

 

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di Michele Serra

È peggio essere fascisti o essere babbei? Il peggio è essere fascisti e babbei al tempo stesso. Uno status ampiamente documentato dall’onda social contro “Montalbano amico dei migranti”. Il fascista esige che la società al completo si pieghi alla dottrina dei Capi, e pretende la censura contro chiunque si permetta di esprimersi in autonomia (in tre parole: il fascista non contempla opposizione).

 

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Clima

Il Don Chisciotte che combatte per le renne

Mai nella vita Reiulf Aleksandersen – pastore Sami di un branco di renne sull’Isola delle Balene, capelli biondi e occhi azzurri come il ghiaccio artico – avrebbe scommesso un corno di renna d’avere un nemico peggiore del cambiamento climatico. “E invece eccolo”, dice dopo aver sfogato in una cavalcata di mezzora sulla neve fresca i 120 cavalli d’acciaio della motoslitta: “Ho scoperto che c’è qualcosa di più pericoloso: l’energia blu, quella con cui dicono di voler salvare il mondo dai guai che hanno combinato. Sono le maledette pale eoliche che stanno costruendo laggiù”, dice mostrando il cantiere in fermento tra neve e riverberi di luce, 350 chilometri a nord del circolo polare artico.

di Paolo G. Brera

Cultura

Nelle profezie di McLuhan ci siamo tutti noi

Tutti conoscono Marshall McLuhan, o almeno l’hanno sentito citare almeno una volta. Le sue formule hanno fatto epoca: il medium è il messaggio, il villaggio globale, media caldi e media freddi, e altre ancora. L’opera che il Saggiatore manda ora in libreria è il perfetto esempio di questa capacità di stabilire analogie e pensare similarità. S’intitola Le tetradi perdute di Marshall McLuhan (il Saggiatore, pagg. 283, euro 23), resa in italiano da un abilissimo traduttore: Fabio Deotto. Uscita in lingua originale nel 2017, ha come coautore Eric McLuhan, il figlio di Marshall (il padre è scomparso nel 1980, Eric è morto lo scorso maggio).

di Cinzia Sasso

Televisione

Belén Rodriguez: “De Filippi? Una maestra”

La voce di Belén arriva al telefono dall’Argentina. “No, non sono venuta qui per la famiglia, ormai vivono tutti in Italia. Sono in vacanza, avevo bisogno di un po’ di tempo per me”. Le riviste di gossip sono scatenate, scrivono che tornerà con l’ex marito Stefano De Martino. Saranno affari suoi o si può chiedere? Non proferisce una parola a commento, ma scherza con qualcuno accanto a lei. “Sono in un momento particolare della mia vita” racconta Belén Rodriguez, che la sua vita la posta su Instagram in tutti i luoghi e in tutti in laghi, preferibilmente in bikini.

di Silvia Fumarola

 

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Anteprima Rep: Precedenti pericolosi ultima modifica: 2019-02-13T00:01:47+02:00 da Repubblica

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