OFNews: il conto corrente a zero spese non esiste più?

USCITA DI GIOVEDì 29 NOVEMBRE 2018

COVER STORY
Ofnews
I conti a zero non esistono (quasi) più. O almeno non ci sono più conti correnti online come erano intesi qualche anno fa, quando venivano proposti senza canone e senza spese per le principali operazioni. Salvo pochissime eccezioni come Fineco e Webank. Questo perché anche le banche online hanno aumentato i costi e aggiunto un canone. Rispetto al 2017, si segnala per le principali 6 banche online (CheBanca!, Hello bank!, IWBank, Fineco, Widiba e Webank) un aumento del costo medio del conto (con la simulazione standard di OF) di oltre il 102%. Se a giugno 2017, infatti, il costo medio annuale di questi conti era di 17,99 euro a novembre 2018 è di 36,41 euro. “AUMENTO DEL COSTO MEDIO DEL CONTO DI OLTRE IL 102%” Questo accade, prima di tutto, perché il conto è sempre più spesso una sorta di abbonamento. Con la sua sottoscrizione, cioè, si ha accesso a numerosi prodotti e servizi, anche non bancari, che non prevedono ovviamente la gratuità. Si va dai mobile payments ai salvadanaio per risparmiare piccole somme, passando per programmi a punti, cashback e sconti presso partner convenzionati. E questo non è tutto. Con FinTech o con società partner, le banche stanno sperimentando diversi nuovi servizi hi tech.

ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
Il duro scontro degli ultimi mesi tra il governo italiano e l’Unione Europea, sul tema della manovra finanziaria, bocciata da Bruxelles e oggi oggetto di possibile revisione, in termini di stime di deficit e crescita, finisce al centro delle considerazioni del banchiere centrale più potente del mondo. Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, durante il suo discorso all’Economic Club in corso in queste ore a New York ha espressamente parlato del braccio di ferro tra l’esecutivo Conte e la Ue, definendo una possibile “fonte di rischio” lo scontro in atto tra le parti in causa. Una situazione delicata che tra quelle “che potrebbero innescare tensioni in qualunque momento”, ha dichiarato Powell. Una citazione rilevante su scala globale che può incidere sulla partita che si sta giocando tra Italia e Bruxelles e che potrebbe avere ripercussioni in ambito politico. Anche se è noto che lo stesso governatore della banca centrale americana è da tempo nel mirino del presidente Donald Trump. Analizzando poi la situazione nazionale, Powell ha dichiarato che “i tassi d’interesse sono ancora sotto gli standard storici, e rimangono appena sotto il livello considerato neutro per l’economia, ovvero che non stimolano o rallentano la crescita economica”.

Il Sole 24 Ore
Ieri Unicredit ha collocato un maxi bond da 3 miliardi di dollari a Pimco. Dietro all’operazione, piuttosto insolita, c’è una buona e una cattiva notizia per le banche italiane: il mercato delle obbligazioni non è chiuso (la prima) ma per entrarci bisogna pagare un prezzo alto (la seconda), decisamente più alto di pochi mesi fa. Conto salato. Sul titolo a cinque anni il grande asset manager americano, infatti, ha ottenuto un rendimento di 420 punti base sul tasso swap a 5 anni in euro: tradotto, siamo intorno al 5%. Più o meno cinque volte di più rispetto a quanto la stessa banca aveva offerto a gennaio per un’obbligazione senior non-preferred. Dietro alla corsa del tasso c’è la vampata del rischio-Italia da gennaio a oggi, a cui si è unita la sempre maggiore urgenza con cui le banche dovranno sostituire o rinforzare le proprie riserve di capitale, stanti i rimborsi sempre più vicini dei fondi Bce e i nuovi requisiti di vigilanza imposti dai regolatori.

Il Sole 24 Ore
A pochi giorni dal nuovo piano industriale di Generali arriva l’aggiornamento del business plan di Axa. In occasione dell’Investor Day, la compagnia francese ha aggiornato i target finanziari del progetto “Ambition 2020” mettendo sul piatto cedole più ricche per i propri azionisti, complice una profittabilità prospettica maggiore che verrà generata anche grazie all’acquisizione dell’americana XL. Come indica una nota, è prevista una nuova politica di gestione del capitale nell’ambito della quale il pay-out è stato alzato al 50-60% dal precedente 45-55%. È stato aumentato anche l’obiettivo di Roe corrente che dal 12-14% sale al 14-16% (nelle recenti linee guida di Generali lo stesso dato medio è previsto superiore all’11,5%). Ritoccato all’ingiù, invece, il limite superiore del target di Solvency, che dal 170-230% va al 170-220%. Confermati i target di crescita del risultato operativo per azione tra il 3% e il 7% in media l’anno, come pure l’importo di cash flow operativo cumulato tra 28 e 32 miliardi di euro. Ribadito anche l’obiettivo di un ratio di indebitamento tra il 25% e il 28% entro il 2020. La nuova politica di buy-back – precisa inoltre Axa – prevede «una flessibilità aggiuntiva».

Milano Finanza
Moody’s ha lasciato invariato l’outlook sulle compagnie assicurative italiane attive nei rami Vita e Danni, ma ha fatto alcuni distinguo. In particolare la tesi dell’agenzia di rating è che la vendita robusta di polizze Vita finanziarie sosterrà la redditività del settore mentre gli utili del business Danni, seppur in leggero calo, continueranno a restare solidi. Nel Vita, spiega l’agenzia, l’aumento del collocamento di polizze unit linked (ramo III) ha controbilanciato un declino dei premi nei prodotti tradizionali di ramo I, cioé quelli che pagano un rendimento minimo garantito o hanno la garanzia del solo capitale. In particolare il focus è sulle unit linked e sulle multi-ramo, ovvero polizze Vita che investono sia in unit linked sia in polizze tradizionali di ramo I. “Questi prodotti, che producono alti margini e lasciano la maggior parte del rischio in capo ai clienti, stanno supportando la profittabilità delle compagnie Vita e rendono i loro bilanci più resilienti al contesto di bassi tassi di interesse”, si legge nel report di Moody’s.

Il Sole 24 Ore
Sarà una delle operazioni più grandi di quest’anno, se come da tabella di marcia si concluderà entro dicembre. Poste avrebbe, infatti, allo studio da qualche settimana un’operazione di spin off di tutto il patrimonio immobiliare non strumentale, sia di proprietà diretta che di Europa Gestione Immobiliare (Egi). Secondo le indiscrezioni che circolano sul mercato allo studio ci sarebbe la costituzione di un fondo immobiliare al quale verrebbero conferiti gli asset in questione, un fondo che sarà gestito da Cassa Depositi e Prestiti investimenti Sgr (Cdpi Sgr) con la finalità di procedere alla graduale dismissione degli asset. Il valore complessivo del portafoglio potrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di euro. Europa Gestione Immobiliare è una società controllata per il 55% da Poste Italiane e per il 45% da Poste Vita.

NotizieOra
La prossima settimana, la BCE comunicherà l’esito delle analisi Srep (supervisory review and evaluation process), vale a dire il processo di revisione e valutazione prudenziale con cui la Banca Centrale Europea valuta e misura i requisiti patrimoniali e di gestione dei rischi, indicando a ciascuna banca le eventuali azioni da intraprendere. E’ probabile, a dir poco, che la BCE imporrà alla Banca Popolare di Bari un rafforzamento del capitale. Notizia nemmeno nuova, dato che sin dalla scorsa primavera circolano voci di lavoro su un dossier da 250-350 milioni. Non a caso, due settimane fa abbiamo suggerito al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi di deliberare, assieme all’intervento a sostegno di Carige, un’analoga azione per Banca Popolare di Bari. Mentre molti ancora rivolgono inutilmente l’attenzione alla trasformazione in Società per Azioni o addirittura all’oramai mitologico diritto di recesso, a giorni sapremo se alla Banca Popolare di Bari potranno continuare a cincischiare oppure, come ci auguriamo, verrà fissato un termine entro il quale dovranno concludere positivamente un aumento di capitale. A quel punto, stanti le difficoltà in cui versa la banca, il crack sarà evidente a tutti. Nell’attesa, possiamo iniziare ad approfondire gli eventi accaduti negli ultimi anni a Bari, e non solo.

Il Sole 24 Ore
Danske Bank è stata formalmente incriminata per violazione delle leggi antiriciclaggio in relazione alle attività della sua filiale estone. Il procuratore generale della Danimarca ha presentato le accuse preliminari contro il più grande istituto di credito del paese al centro di un grosso scandalo per un presunto riciclaggio di 200 miliardi di euro provenienti principalmente dalla Russia e dall’Azerbaijan. Danske Bank è sotto indagine dal mese di agosto proprio a causa delle transazioni sospette che si sono verificate nella filiale di Tallin dal febbraio 2007 al gennaio 2016.

Milano Finanza
Oggi è l’ultimo giorno per aderire all’offerta pubblica di scambio lanciata da Essilor sui titoli Luxottica . Coloro che aderiscono all’offerta, riceveranno 0,4613 titoli EssilorLuxottica quotati alla borsa di Parigi per ogni titolo Luxottica consegnato. Gli analisti di Equita suggeriscono di aderire in quanto EssilorLuxottica potrà beneficiare delle sinergie tra i due gruppi. In secondo luogo, il titolo Luxottica avrà, a loro avviso, una liquidità limitata post offerta pubblica di scambio ed EssilorLuxottica non intende ripristinare il flottante nel caso in cui arrivasse a detenere una quota tra il 90% e il 95%. Fanno da cornice i contrasti tra il management di Essilor e Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica , in merito alla proposta di nominare Francesco Milleri amministratore delegato di EssilorLuxottica . I vertici di Essilor , secondo MF, sarebbero alla ricerca del sostegno di fondi di investimento internazionali.

AFFARI PERSONALI
Il Sole 24 Ore
Bene le banche, in rialzo anche Mediaset. Per contro sono andate bene le azioni delle banche e in modo particolare quelle diBanco Bpm (+4,3%), nell’attesa del cda di domani che dovrebbe approvare la vendita di un pacchetto di sofferenze da circa 8 miliardi. Il board di domani potrebbe varare inoltre una riorganizzazione del credito al consumo.Banca Pop Er ha guadagnato lo 0,9%, Intesa lo 0,7%, Unicredit l’1,89% e Ubi Banca l’1,25%. Fuori dal paniere principale, sono volate dell’11% le Bca Carige, in attesa dell’assemblea del Fondo interbancario di salvataggio. Anche Mediaset è andata bene salendo dello 0,7% nel giorno in cui il Sole 24 Ore ha scritto che il governo vorrebbe mettere all`asta parte della banda liberata dalla local Tv.

Il Sole 24 Ore
Chiusura in forte rialzo per Wall Street, dopo che il presidente della Fed Jerome Powell ha spiegato che i tassi di interesse sono di poco al di sotto del livello neutro. Il Dow Jones ha guadagnato il 2,50% a 25.366,64 punti, il Nasdaq il 2,95% a 7.291,59 punti e l’indice S&P500 il 2,30% a 2.743,78 punti. «Non c’è un percorso prestabilito» sulla politica monetaria, «faremo molta attenzione a quello che ci dicono i dati economici e finanziari. Come sempre, le nostre decisioni sulla politica monetaria saranno prese per tenere l’economia sui binari, alla luce del diverso outlook relativo a posti di lavoro e inflazione», ha detto Powell, nel suo discorso all’Economic Club di New York.

Morningstar
Calo del prezzo del petrolio, discesa dell’azionario, aumento delle tensioni legate alla guerra commerciale fra Usa e Cina. C’è n’è stato abbastanza, anche nelle ultime settimane, per spingere gli investitori in bond ad essere prudenti e ad alleggerire le posizioni nel reddito fisso corporate. A livello di categorie, quella che raccoglie i fondi che investono nella carta aziendale a livello globale ha perso lo 0,25% (fino al 27 novembre e calcolato in euro), portando a +1,46% la performance da inizio anno. Anche gli indici hanno fotografato la situazione di incertezza. Lo spread medio del Morningstar Corporate Bond Index (un proxy del mercato investmement grade) si è allargato di 13 basis point alla fine della settimana chiusa il 23 novembre. Per quanto riguarda gli high yield, l’indice BofA Merrill Lynch High Yield Master Index ha visto un allargamento degli spread di 47 punti base. Da inizio anno, il differenziale medio del segmento investment grade è aumentato di 36 bp, mentre quello del debito ad alto rendimento di 55 pb.

Milano Finanza
n uno scenario diventato più favorevole per i listini, ecco secondo gli analisti di Société Générale i titoli che meritano di più e quelli invece sopravvalutati Da comprare: 1) Caixabank. Il target price della banca spagnola è 4,40 euro, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) a 12 mesi del 23,5%. I risultati recentemente annunciati evidenziano un incremento della redditività in linea con le attese, mentre il payout minimo è del 50%. Il rendimento della cedola del titolo, che capitalizza 22,2 miliardi di euro, è 4,9% nell’esercizio 2018 e 6,3% nel 2019. Da inizio anno è sceso del 4,6%. 2) Spie. Il rating sulla small cap francese che opera nei servizi è buy (comprare) con target price 23 euro (total return a 12 mesi dell’81%) perché i conti del terzo trimestre sono stati in linea con le aspettative degli analisti. Il titolo, che sul listino di Parigi capitalizza 2 miliardi di euro, ha lasciato sul terreno il 40% da gennaio. Il dividend yield è rispettivamente 4,4 e 4,5%. 3) Banco Santander . Il prezzo obiettivo della banca commerciale iberica è 5,50 euro, che corrisponde a un ritorno totale a 12 mesi del 40%, con rating buy (comprare). Gli investitori dovrebbero rifocalizzarsi sul miglioramento degli utili in Brasile. Il rendimento della cedola 2018 è 5,6%, mentre quella del 2019 è 5,5%. Da inizio anno il titolo è sceso del 25,4%.

Corriere della Sera
Che cosa si può acquistare con un budget limitato o con altri più ricchi nell’universo dell’arte da investimento? Da sempre, in periodi di forte instabilità economica o quando i mercati vivono fasi ribassiste prolungate, la liquidità tende a spostarsi verso beni reali. Un bene rifugio, storicamente, non ha scopi speculativi ma di protezione del capitale. Ciò significa che se il suo rendimento è prossimo allo zero ha centrato il bersaglio. Tuttavia negli ultimi trent’anni, ai classici beni rifugio come oro o pietre preziose, si sono aggiunte le opere d’arte tout court. Diversificandosi, il panorama si è ampliata la complessità del settore. Che l’esempio d’un quadro di Jean-Michel Basquiat, acquistato per 10 mila dollari nel 1975 e rivenduto a 110,5 milioni di dollari l’anno scorso, non valga per tutti è assodato. Ma, appunto, rappresenta la punta di un iceberg che ha trasformato il mercato dell’arte e dei cosiddetti beni rifugio in un’arena non solo protettiva, ma fortemente speculativa. Il fatto è che l’orizzonte contemporaneo unisce instabilità dei mercati a una enorme liquidità proveniente dai Paesi emergenti.

SPECIALI
Corriere della Sera
Approvato dal Senato, il decreto fiscale passa ora alla Camera. Il Parlamento ha cancellato la dichiarazione integrativa speciale, e introdotto alcune novità, a partire dalla sanatoria degli errori formali, fino ai maxi sconti per chiudere le liti pendenti con il fisco. La rottamazione ter avrà quattro rate annue, ma viene esclusa per Imu e Tasi. Introdotta una tassa dell’1,5% sulle transazioni attraverso i money transfer, si abbassano quelle sulle sigarette elettroniche. La Guardia di Finanza, in funzione anti evasione, potrà avere i dati di sintesi dei conti correnti bancari e conservarli per 10 anni. Bonus bebè solo per un anno.

Il Sole 24 Ore — Lina Palmerini
Tutti appesi a una trattativa che per molti versi è ancora virtuale. Innanzitutto resta al “buio” il Parlamento dove l’iter della manovra è cominciato in Commissione Bilancio ma dove l’incertezza sul negoziato e i suoi esiti non consente una navigazione guidata ma piuttosto a vista. Come muoversi nella nebbia. Con il risultato che alla Camera manca una regia politica su come orientare la discussione, o le modifiche, se prepararsi a riscrivere almeno in parte il bilancio oppure blindarsi. E questo influirà sui tempi che sono già tirati: l’ha confermato ieri pure Salvini che ha previsto l’approvazione per «capodanno». Comunque tra oggi e i botti del 31 dicembre, c’è la data del 19 quando la Commissione farà un altro passo deciso sulla procedura d’infrazione ed è in questo spazio di circa 20 giorni che Conte e Tria tenteranno la mediazione. Forse non per evitare la procedura ma almeno moderarne l’impatto. Ieri però si era ancora molto indietro. Raccontano che il vertice a Palazzo Chigi non abbia dato una sterzata decisa verso il negoziato: si discute ancora di togliere 3 miliardi e c’è chi vuole siano spostati sugli investimenti chi alla riduzione del deficit.

INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
In attesa del voto definitivo, ci si sbizzarrisce con le previsioni sulla Brexit, catastrofiche per lo più. Comunque vada sarà un disastro, sembrano dire le massime istituzioni del Regno Unito. Non poteva che essere che così la vigilia del voto parlamentare su Brexit, il cui dibattito a Westminster dovrebbe iniziare il 4 dicembre e culminare l’11 con il voto sì o no all’accordo che la premier Theresa May ha firmato con la Ue il 25 novembre a Bruxelles. Una delle più buie previsioni sicuramente la più sorprendente è dello stesso governo britannico che alla Camera dei Comuni promuoverà l’accordo con la Ue ma nel frattempo pubblica una valutazione che si basa non sull’esatta rappresentazione dell’accordo raggiunto con i 27 Paesi Ue, bensì su una simulazione molto vicina a quanto stabilito nel testo di quasi 600 pagine firmato solennemente con la Ue che si sta per lasciare.

Il Sole 24 Ore
Arabia Saudita, Russia e Stati Uniti. I tre colossi del petrolio – che insieme controllano un terzo della produzione mondiale – ci saranno tutti al G20, che prende il via oggi a Buenos Aires. Ed è in questa sede che potrebbero essere decise le sorti del mercato, prima ancora che abbia luogo il vertice dell’Opec Plus, in programma la settimana prossima a Vienna. I precedenti non mancano. Fu al G20 di Hangzhou, in Cina, che nel settembre 2016 Mosca e Riad gettarono le basi della loro alleanza energetica, preconfezionando l’accordo per i tagli di produzione congiunti che pochi mesi dopo fecero “vidimare” dall’Opec e da altri Paesi esterni all’Organizzazione. Anche in Argentina ci sarà l’occasione per discutere di petrolio ai massimi vertici. E stavolta il confronto potrebbe coinvolgere anche gli Usa.

Il Sole 24 Ore
Contratti a termine: a meno di un mese dalla “stretta”cominciano a sentirsi gli effetti del decreto dignità, che ha messo nuovi paletti di durata e reintrodotto l’obbligo di causale dopo i 12 mesi. Incertezze applicative e timore di contenzioso sembrano scoraggiare i datori di lavoro a utilizzare queste formule tanto che il governo sta lavorando su possibili correttivi. Ecco un vademecum per non commettere errori per una platea che nel corso degli ultimi anni ha visto il susseguirsi di un continuo cambio di regole. Contratti a tempo determinato / Le novità in arrivo. A settembre sono stati siglati 283.300 nuovi contratti a termine, in calo del 15% rispetto ai 333mila dello stesso mese del 2017, e 80.506 contratti di somministrazione, in diminuzione del 29% rispetto ai 113.769 del 2017. Incertezze applicative e timore di contenzioso sembrano scoraggiare i datori di lavoro a utilizzare queste formule tanto che il governo sta lavorando su possibili “correttivi”: sul tavolo l’ipotesi di consentire ai contratti collettivi nazionali di rendere più flessibile la disciplina attuale sulle causali e la cancellazione del contributo dello 0,50% per i contratti a tempo determinato dei lavoratori stagionali e per le “missioni” dei lavoratori somministrati. Il contenitore dovrebbe essere il decreto legge sulle semplificazioni annunciato dall’Esecutivo per dicembre.

COMMENTI
Corriere della Sera — Nicola Saldutti
Ci risiamo. Il tema della unicità della politica economica e della politica industriale per quello che riguarda l’Italia è un nodo antico. Le scuole di pensiero si possono dividere in due grandi categorie: quelli che ritengono che gli incentivi e le spinte che valgono per la parte settentrionale del Paese possano valere anche per il Sud e coloro i quali ritengono che invece la divisione in due dell’economia nazionale necessiti di due politiche industriali completamente diverse. Per la verità questo è stato vero per un lungo periodo di tempo se si pensa, ad esempio, alla Cassa per il Mezzogiorno. Nelle ultime settimane il presidente della Assolombarda, Carlo Bonomi, ha sottolineato la necessità di politiche differenziate tra Nord e Sud (ma anche tra Nord e Nord e Sud e Sud), con la formula delle «ricette diverse per territori». Qualche tempo fa è stato richiamato il punto e il tema delle cosiddette gabbie salariali. Dunque una presa d’atto delle differenti velocità di crescita economica e delle differenti situazioni dell’ecosistema produttivo. L’ex presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, era andato un po’ più avanti, sottolineando la necessità che si giunga alla creazione di macroregioni. Un progetto che risale alla prima età della Lega, quella che aveva come pensatore ispiratore il professore dell’Università Cattolica, Gianfranco Miglio.

INTERNAZIONALE
The New York Times
China’s too-big-to-fail banking rules are heading in the right direction. Chinese regulators published new guidelines on Tuesday for supervising the nation’s financial institutions. Of course, Beijing owns most big lenders, and failures are almost unheard-of. But the very act of indicating which ones should be saved in a disaster means that others may be allowed to fail: That’s a step toward liberalizing a nearly $40 trillion banking industry. The latest framework will label several more Chinese banks, securities firms and insurers as “systemically important,” meaning that they are so vital and connected that the collapse of just one could trigger a crisis. (The Financial Stability Board, an international regulatory body, already deems Bank of China, Industrial and Commercial Bank of China and some others as critical on a global level.) The blueprint unveiled this week will subject organizations in the enlarged group to tougher rules on capital requirements, leverage and so on. During a crisis, they may qualify for a bailout in exchange for meeting those requirements.

Financial Times
The head of Deutsche Bank’s struggling investment bank is facing rising doubts over his future from members of its supervisory board as infighting intensifies across Germany’s biggest lender and its senior ranks brace for more management turmoil. Two people close to Deutsche’s supervisory board told the Financial Times that questions had been revived about Garth Ritchie’s suitability to run the investment bank after continued underperformance at the unit. An equities banker, Mr Ritchie was rapidly promoted as colleagues left or were fired over recent years.  The supervisory board in September unanimously extended Mr Ritchie’s contract for five years. However, one person close to the supervisory board said this could not be stopped as the chairman was putting his full weight behind the decision, adding that Mr Ritchie’s position needed to be reviewed after the bank’s “dismal” investment banking performance.

Financial Times
BBVA has appointed the head of its US operation as its new chief executive in the latest management shake-up at the top of a major Spanish bank. Onur Genç, country manager for BBVA US, will take over as its chief executive at the end of December, the Spanish lender announced on Wednesday. The naming of BBVA’s new CEO is part of a major leadership shake-up in Spanish banking. In September, BBVA announced that current chief executive Carlos Torres Vila would replace Francisco González as executive chairman, the digital pioneer who led BBVA for the last 18 years, by the end of the year. That came a day after its rival Banco Santander had said that Andrea Orcel, UBS’s investment bank head, would take over from José Antonio Alvarez as its chief executive.

Financial Times
British lenders would be able to withstand a global recession more severe than a disorderly Brexit, according to the results of a Bank of England stress test published on Wednesday. The BoE found that British banks would be able to keep lending to customers even if there were a major financial crisis, while continuing to pay billions of pounds in fines and compensation to address wrongdoing. “The core of the UK financial system is ready for Brexit whatever form it takes,” said Mark Carney, Bank of England governor. It was the second time that all seven lenders sailed through the tests, which the BoE started conducting following the 2008 financial crisis, when the banking sector came dangerously close to collapsing.

Financial Times
Here’s a rarely discussed fact about green bonds: the European Central Bank owns a lot of them. In a speech this month, Benoît Cœuré, member of the ECB’s executive board, said that the central bank owns a quarter of the eligible universe for green public sector bonds, which totals €48bn. For green corporate bonds, the proportion is one-fifth. These holdings mirror the ECB’s ownership across bonds markets, which now amount to €2.5tn. It has followed principles of “market neutrality”, meaning the bonds were not bought to deliberately boost the green financial market, even if the purchases had that effect.

Bloomberg
The Swiss economy unexpectedly shrank in the third quarter, blighted by a drop in exports and weak domestic demand. No economists surveyed by Bloomberg had forecast the contraction of 0.2 percent — the median prediction was for an expansion of 0.4 percent. The economy grew 2.4 percent from a year earlier. “The strong, continuous growth phase enjoyed by the Swiss economy for one and a half years was suddenly interrupted,” State Secretariat for Economic Affairs SECO said in a statement. “Switzerland is thus following the significant economic downturn seen at the same time in other European countries, particularly Germany.”

TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
Selce, ascia, balestra, archibugio, revolver, mitragliatrice, tank, missile, byte. Dieci tappe della corsa agli armamenti. L’ultima, il byte, è la più subdola, in apparenza meno cruenta e sanguinaria. Può mettere in ginocchio il “nemico” colpendo le sue infrastrutture “critiche”, sanità, finanza,trasporti, energia. Può manipolare il consenso e i flussi elettorali e, dunque, le decisioni politiche. Inserirsi nei sistemi d’arma. Può violare sistemi contenenti informazioni delicatissime come, per esempio, le banche dati della posta elettronica certificata (le Pec) un canale, per fare un solo esempio, su cui a tendere “viaggeranno” dati e atti sensibili, come ordinanze di custodia cautelare e le informative di Polizia giudiziaria ai magistrati. Senza far menzione della recente introduzione della fatturazione elettronica.

Corriere della Sera
Accenture ha aperto la ricerca di 150 nuovi talenti da inserire nel team cyber security entro la fine dell’anno a Milano, Roma, Torino e Napoli. Dei 150 candidati ricercati, 120 profili sono richiesti con esperienza da tre a sette anni nel settore della cyber security unita a competenze tecniche e strategiche negli ambiti cyber defence, ethical hacking, identity & access management, security strategy, cloud security. Ai nuovi assunti sarà offerto un contratto a tempo indeterminato.

Il Sole 24 Ore
Liberi professionisti, studenti ma anche famiglie: le migliorie che Microsoft ha apportato alla sua suite di produttività in cloud interessano tutte le categorie di utenza e promettono ulteriori passi in avanti sotto il profilo delle funzionalità operative dei vari programmi che la compongono. La prima grande novità che si rende disponibili a chi possiede un abbonamento attivo ad Office 365 riguarda il numero di dispositivi utilizzabili: dai 10 device finora previsti (per cinque utenti) dalla licenza Home e dall’unico pc o Mac e un tablet della versione Personal, con la nuova release si potrà installare il pacchetto su un numero illimitato di computer, in ufficio come a casa, ed accedere con il proprio account a un massimo di cinque apparecchi contemporaneamente.

Il Sole 24 Ore
Non è la California, qui non ci sono quelle migliaia di aziende high tech che rendono la Silicon Valley il luogo più produttivo al mondo per ricerca e innovazione tecnologica. Ma nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, periferia orientale di Napoli, un piccolo miracolo al silicio è avvenuto: il nuovo polo universitario della Federico II ha attratto centri di ricerca e multinazionali che hanno aperto laboratori e academy nell’area dell’ex fabbrica della Cirio. Anche Apple e Cisco proprio dalla Silicon Valley hanno deciso di investire qui in progetti e corsi per studenti. La zona a est di Napoli torna a vivere dopo la chiusura, negli anni ’80, dell’industria conserviera. Inoltre l’Università Federico II e i suoi partner del polo di San Giovanni sono un esempio di come si possa arrestare il fenomeno della fuga di cervelli. Qui le rotte di giovani in cerca di opportunità seguono la direzione opposta: sono tantissime le domande di studenti esteri che tentano di entrare nella prima iOS Developer Academy europea e nei centri di ricerca che hanno sede nel nuovo polo.

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OFNews: il conto corrente a zero spese non esiste più? ultima modifica: 2018-11-29T10:14:44+00:00 da Redazione LeggoNewsletter

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