BUON MARTEDI’ 20 NOVEMBRE DA OFNEWS AGGREGATOR

USCITA DI MARTEDì 20 NOVEMBRE 2018

COVER STORY
Marketwatch
Amazon and Apple are the last FAANGs to not produce a ‘death cross’ while the Nasdaq Composite should produce one next week Netflix Inc. stock has fallen far enough and long enough to produce its first “death cross” pattern in nearly three years, and become the third member of the former FAANG technology darlings to suffer that bearish technical fate. A death cross refers to when a price chart’s 50-day moving average, viewed by many as a short-term trend tracker, crosses below the 200-day moving average, which many recognize as a dividing line between longer-term uptrends and downtrends. Technicians view the bearish cross as marking the spot a short-term pullback graduates to a long-term downtrend. Netflix shares NFLX, -5.45% tumbled 5.5% in afternoon trade Monday to the lowest close since Feb. 14. The stock has now plunged 35.4% since closing at a record high of $418.97 on July 9. It has been in a bear market, defined by many as a decline of 20% or more from a bull-market high, since July 30. With that selloff, the 50-day (50-DMA) moving average has declined to $335.617 from $337.173 on Friday, while the 200-day moving average (200-DMA) has ticked up to $336.249 from $336.167.

ECONOMIA & FINANZA
Il Sole 24 Ore
La partita europea sulla revisione delle nuove regole bancarie è al rush finale. Domani, a Bruxelles, è prevista la presentazione della bozza di rapporto del Parlamento europeo sul trattamento prudenziale dei nuovi crediti deteriorati: relatore del provvedimento è l’italiano Roberto Gualtieri, che ha curato in prima persona il dossier, accanto all’olandese Esther De Lange. Ci sarà tempo fino a venerdì 23 novembre per il deposito degli emendamenti. Poi, se tutto filerà liscio, il 6 dicembre la Commissione Econ voterà la versione finale del rapporto del Parlamento. Il testo in discussione è più morbido rispetto alle proposte precedenti fatte sia da Commissione che dallo stesso Consiglio Ue. L’accantonamento al 100% sui crediti, secondo la proposta del Parlamento, dovrebbe completarsi entro 9 anni per le esposizioni garantite da immobili, 7 anni per le esposizioni con altre garanzie e 3 anni per esposizioni non garantite. Nella versione originaria della Commissione europea, come noto, l’accantonamento doveva essere totale entro 8 anni per i crediti garantiti. Possibile che nel quadro degli emendamenti ci sia spazio per ulteriori limature. Il dossier è seguito da vicino dall’Associazione bancaria italiana che presenterà alcuni emendamenti specifici con l’obiettivo di ridurre l’assorbimento di capitale ed evitare, di fatto, una nuova stretta al credito.

Il Sole 24 Ore
Deutsche Bank balza al centro del più grande scandalo di riciclaggio della storia bancaria europea. Circa 150 miliardi di dollari di fondi sospetti provenienti dalla Russia e transitati tra il 2007 e il 2015 dalla filiale estone della Danske Bank, sarebbero stati gestiti dalla filiale statunitense della Deutsche Bank AG. Senza fare nomi, è stato il whistleblower Howard Wilkinson, che tra il 2007 e il 2014 ha guidato la divisione trading della filiale di Tallin della più importante banca danese, a delineare il profilo di Deutsche Bank nella sua testimonianza davanti al Parlamento di Copenhagen. Più della metà dei 230 miliardi di dollari sospetti (circa 200 miliardi di euro) transitati dalla filiale estone della Danske Bank, ha affermato Wilkinson, sono finiti nella filiale statunitense di una grande banca europea che ha smesso nel 2015 di svolgere il ruolo di banca corrispondente della Danske Bank per le transazioni in dollari negli Usa. L’identikit è quello del principale istituto tedesco e l’identità della banca è stata confermata da persone vicine al dossier.

Il Sole 24 Ore
La banca francese Société Générale ha raggiunto un patteggiamento da 1,34 miliardi di dollari con le autorità americane, che l’avevano accusata di avere violato sanzioni Usa riguardanti Iran, Cuba, Sudan e Libia. Il gruppo – che si impegna a potenziare la sua compliance – aveva già comunicato che sarebbe stato multato per avere effettuato transazioni miliardarie giudicate illegali e non trasparenti a favore di soggetti in paesi sottoposti a embargo o a sanzioni americane. In particolare, la banca francese ha patteggiato per aver trasferito dollari per conto di entità di Paesi soggetti alle sanzioni americane. «Prendiamo atto con rammarico delle carenze messe in evidenza e abbiamo collaborato con le autorità americana per risolverle – ha dichiarato in una nota Frederic Oudea, amministratore delegato del gruppo – Tali decisioni, sulla scia della soluzione di altre indagini di quest’anno, consentono alla Banca di chiudere un capitolo sulle nostre più importanti controversie storiche».

la Repubblica
Il titolo Tim apre in rialzo la prima giornata di Borsa dopo la nomina di Luigi Gubitosi ad amministratore delegato, avvenuta nel consiglio di amministrazione che si è svolto domenica. Come da attese, non è stato un consiglio semplice: Gubitosi è stato eletto a maggioranza, con i consiglieri appartenenti alla lista Elliott che si sono schierati compatti, mentre hanno votato contro gli uomini di Vivendi. Proprio i francesi, che sono il primo socio di Telecom con una quota vicino al 24% del capitale, come ricostruisce Repubblica in edicola preparano una battaglia legale per verificare i passaggi formali che hanno portato alla sfiducia ad Amos Genish. Lo stesso ad uscente ha chiesto che venga convocata una assemblea per chiarire la direzione dell’azienda.

Milano Finanza
Cassa Depositi e Prestiti si riorganizza per dare attuazione al piano industriale 2019-2023 che l’amministratore delegato e direttore generale Fabrizio Palermo sta mettendo a punto in questi giorni e presenterà il 5 dicembre. Il business plan, come anticipato dall’agenzia Agi nei giorni scorsi, prevede che la società controllata dal ministero dell’Economia dovrà, tra le altre cose, anticipare alla pubblica amministrazione i fondi strutturali ma anche anticipare il pagamento dei debiti verso le imprese. Cdp è destinata in particolare ad avere un ruolo sempre più incisivo in tre ambiti di business: il sostegno alle imprese; il supporto alle infrastrutture e alla pubblica amministrazione; l’incentivo alla cooperazione internazionale e allo sviluppo. Funzioni che, secondo quanto MF-Milano Finanza è in grado di anticipare, il ceo Palermo ha voluto strutturare meglio creando tre nuove direzioni che riporteranno direttamente a lui. La riorganizzazione in particolare prevede la creazione di una «Cassa per le imprese», la cui responsabilità sarà affidata, con decorrenza dal 1° dicembre a Nunzio Tartaglia, manager ex Ubi che Palermo ha chiamato in Cdp nei mesi scorsi.

Milano Finanza
Ferrari va avanti con il piano di riacquisto di azioni proprie comunicato il 9 febbraio scorso. Da questa data fino allo scorso venerdì 16 novembre la società guidata dal ceo Louis Camilleri ha annunciato di aver comprato, sia sull’Mta di Piazza Affari sia sul New York Stock Exchange, 730.635 azioni per un investimento complessivo di 71,477 milioni di euro (83,886 milioni di dollari, in base al tasso di cambio relativo a ciascun giorno in cui è avvenuta l’operazione). In particolare nell’ultima settimana (dall’8 al 16 novembre) la società automobilistica ha realizzato acquisti in ciascun giorno sul Mta, mentre sul Nyse ha operato il 14 e il 15 per un controvalore totale di 41,420 milioni di euro (46,859 milioni di dollari) relativo a 422.779 azioni. L’ultima operazione sull’Mta, quella del 16 novembre, è avvenuta a un prezzo medio di 97,53 euro, e quella sul Nyse del 15 novembre a 110,36 dollari. Ferrari ha comunicato che al 16 novembre deteneva in portafoglio un totale di 5,7 milioni di azioni, pari al 2,28% delle azioni emesse.

Milano Finanza
Se nel maggio di un anno fa le prospettive dell’azienda erano “molto negative”, oggi la società “ha ripreso quota” e “l’inverno non costituirà un problema”. Anche se ancora molto c’è da fare, Alitalia “va progressivamente meglio”. Parola di Luigi Gubitosi, uno dei tre commissari stroardinari che nella giornata odierna ha lasciato la compagnia aerea di bandiera dopo la nomina ad amministratore delegato di Telecom Italia . Lo stato dell’arte e le prospettive del vettore sono state messe nero su bianco dal manager in una lettera inoltrata a tutti i dipendenti in una lettera che fa riferimento “ai 18 mesi di una straordinaria avventura”. E che ora vede Alitalia migliorare decisamente la rotta e i conti. “Il 2 maggio 2017 le prospettive dell’Alitalia erano molto negative con prenotazioni in caduta libera e forecast finanziari che lasciavano presagire un autunno-inverno molto difficile e, soprattutto, la fiducia di passeggeri e tour operator era al minimo”. Invece, oggi, a 18 mesi di distanza, “grazie a voi tutti, la società ha ripreso quota, la winter è stata superata brillantemente e questo inverno non costituirà un problema”.

AFFARI PERSONALI
Il Sole 24 Ore
Le Borse europee hanno chiuso una seduta volatile in generale ribasso (Parigi -0,79%, Francoforte -0,85%, Madrid -0,53% e Londra -0,1% circa), complice il peggioramento di Wall Street, frenata dai tecnologici, in particolare Apple (-3,96%), e dal calo ai minimi da agosto 2016 dell’indice immobiliare Nahb. Il Nasdaq ha così chiuso in ribasso del 3,03%, mentre l’indice S&P 500 ha perso l’1,66 per cento e il Dow Jones l’1,56 per cento. Piazza Affari (-0,29%) ha retto meglio e chiuso poco sotto la parità grazie alle banche e all’exploit di Telecom Italia (+3,95%), sulla nomina del nuovo Ceo Luigi Gubitosi. I broker sono già focalizzati sui dossier aperti, dalle trattative con Open Fiber allo scorporo della rete. Incide in modo limitato l’allargamento dello spread (321 punti, dai 312 dell’apertura), dopo l’accoglienza fredda riservata alla 14esima emissione del BTp Italia (la raccolta della prima giornata è stata di 481 milioni di euro, contro i 2,3 miliardi della prima giornata dell’emissione di maggio).

Il Sole 24 Ore
Il sell-off sul settore tecnologico ieri a Wall Street manda tutto in rosso, compresi i futures sul Bitcoin, ora a 4.649 dollari (-3,55%). A questo si aggiunga un altro taglio dei costi di produzione di Apple , notizia che sta premendo al ribasso su tutto il comparto tecnologico in Asia. Tokyo oggi chiude in calo dell’1,09%, con Mitsubishi fra i titoli peggiori (-6,85%), seguita da Nissan (-5,45%) dopo l’arresto, ieri del deus ex machina del gruppo, il ceo di Nissan Carlos Ghosn. Manager però a capo del primo gruppo mondiale di automobili, composto da un intreccio azionario fra Renault , Mitsubishi e Nissan. Intanto ne beneficia la concorrente Toyota, che sale dell’1,59%. Alle ore 7:30 italiane l’Hang Seng perde il 2,04%, mentre Shanghai è in rosso per l’1,9%. Oro in leggero calo a 1.224,2 dollari per oncia, petrolio Wti americano in recupero dell’1,26% a 56,17 dollari il barile. L’euro scambia 1,1454 sul dollaro e lo yen a 112,50, entrambi in equilibrio rispetto alla chiusura di ieri a Wall Street. La sterlina resta sotto quota 1,3 a 1,2858 a causa dell’incertezza sul futuro della Brexit.

Il Sole 24 Ore
Debutto sottotono per la quattordicesima emissione del BTp Italia. Alla chiusura della prima giornata di collocamento, dedicata agli investitori retail, la raccolta si ferma poco oltre 481 milioni di euro. Lo scorso maggio la prima giornata si chiuse con una raccolta di 2,3 miliardi, mentre sempre con riferimento alla prima giornata delle piu’ recenti emissioni, la dodicesima chiuse a 2,2 miliardi, l’undicesima a 1,6 miliardi e la decima a 1,2 miliardi. La novita’ dell’emissione che ha preso il via oggi è che il nuovo BTp Italia ha scadenza quadriennale. Il tasso cedolare minimo garantito e’ stato fissato nei giorni scorsi all’1,45 per cento. Il collocamento retail si conclude dopodomani per lasciare spazio agli investitori istituzionali.

Il Sole 24 Ore
Gli investitori esteri continuano a vendere BTp anche se il deflusso dall’Italia si è ridimensionato a settembre. Dall’ultimo rapporto di Bankitalia sulla bilancia dei pagamenti è emerso infatti che gli investitori non residenti hanno venduto titoli di portafoglio italiani per 1,6 miliardi (di cui 1,5 in titoli pubblici). Nulla di paragonabile alla fuga di maggio (24,9 miliardi), di giugno (32,9 miliardi) o di agosto (17,4 miliardi) ma comunque una conferma di un trend in atto. Il dato va contestualizzato. Per tutto il mese di settembre il quadro di mercato sembrava essere maggiormente favorevole all’Italia a giudicare dalla performance della Borsa e dei BTp. Molti grossi investitori istituzionali esteri (a partire da colossi del calibro di Fidelity e Blackrock) avevano pubblicamente dichiarato di essere tornati a comprare titoli italiani sulla scommessa che nella partita sulla legge di bilancio avrebbe prevalso la linea morbida del ministro Tria (anche se gli eventi hanno dimostrato il contrario).Il rendimento dei BTp a 10 anni è stato mediamente sotto la soglia critica del 3% (oggi viaggia intorno al 3,5%) mentre l’indice borsistico FTSE MIB ha guadagnato l’1,7 per cento.

Morningstar
Uguali nel nome ma completamente diverse nei fatti. Quando si dice cedola si rischia di fare confusione tra quella offerta dai bond e quella staccata dai titoli azionari. Ecco alcuni concetti base per comprendere meglio le caratteristiche della parte “income” offerta dalle due forme di investimento. La cedola per i bond. La cedola (o coupon) dei bond è l’interesse periodico che l’emittente del prestito obbligazionario (paese, società di capitali, ente pubblico o sovranazionale) paga periodicamente ai detentori del titolo ed è corrisposto per remunerare il prestito del capitale e il rischio legato al mancato rimborso da parte dell’emittente. L’interesse corrisposto varia, dunque, in relazione alla scadenza del titolo e al merito creditizio dell’emittente: più è lunga la scadenza ed è alta la probabilità di default dell’emittente, più sarà generosa la cedola corrisposta. Ci sono poi le obbligazioni che non garantiscono alcuna cedola (i cosiddetti “zero coupon”), rappresentate tipicamente dai bond con scadenza non superiore ai 12 mesi.

Morningstar
Scombussolati dalle montagne russe del mercato, gli investitori subiscono più che mai il fascino della cedola. E gli Exchange traded fund, strumenti sempre più presenti nei portafogli, si adeguano. Su 1.288 replicanti disponibili su Borsa Italiana, ce ne sono 335 che staccano una cedola periodica, spaziando in 42 macro-categorie Morningstar. Di questi, 195 sono azionari e 136 obbligazionari, mentre i restanti quattro si dividono in: due monetari, un bilanciato e un alternativo. A livello di macro-categorie, la più rappresentata è quella dei fondi obbligazionari in dollari con 53 Etf, seguita dagli azionari Europa a grande capitalizzazione con 52 replicanti, dagli obbligazionari euro con 50 prodotti e dagli azionari Usa a grande capitalizzazione con 33 Etf. L’incasso ricorrente di una somma, seppur contenuta, è sovente visto dagli investitori come un modo semplice e automatico per fare piccole prese di beneficio sull’investimento effettuato. Anche dal punto di vista psicologico ha una sua importanza. Per i fondi passivi quotati la politica di distribuzione o meno della cedola viene decisa dall’emittente che la indica nel prospetto informativo. I dividendi vengono pagati almeno una volta l’anno, con cadenza che diventa semestrale o anche trimestrale soprattutto per gli Etf obbligazionari.

Morningstar
“Strategic beta” è la definizione che Morningstar ha scelto per indicare gli indici e gli strumenti finanziari passivi (Etf e index fund non quotati) che superano le metodologie tradizionali a capitalizzazione e cercano sia di incrementare la performance, sia di modificare il livello di rischio relativo rispetto ai benchmark standard, rappresentando una via di mezzo nello spettro attivo-passivo. Comunemente vengono denominati smart beta, enhanced beta o alternative beta. Clicca qui per approfondire. Secondo i dati di Morningstar, attualmente su 475 fondi strategic beta domiciliati in Europa, ce ne sono 228 return oriented (orientati al rendimento); all’interno di questo gruppo ne contiamo 96 che si basano su di una strategia focalizzata sui dividendi. Questi ultimi gestiscono 23,8 miliardi di euro a fine settembre, in discesa rispetto ai 24,3 miliardi di fine settembre 2017.

Il Sole 24 Ore
La spesa media per la gestione di un conto corrente è aumentata per il secondo anno consecutivo, attestandosi a 79,4 euro. Ammontava, infatti, a 77,6 euro nel 2016 e 76,5 nel 2015. È quanto emerge dalla consueta indagine condotta dalla Banca d’Italia sul costo dei conti correnti. Dopo un quinquiennio di continua discesa dei costi partito nel 2010, quando per Bankitalia il costo annuo era superiore a 90 euro, nell’ultimo biennio le banche hanno quindi invertito la rotta. E anche la spesa di gestione dei conti correnti bancari on line, seppure significativamente più bassa rispetto ai c/c tradizionali, è cresciuta di 0,6 euro nel 2017. Le spese nel dettaglio. In particolare sono aumentate le spese fisse che ammontano a 52,8, principalmente per effetto dei canoni di base che in un anno sono aumentati di 3 euro. Apprezzabili, sebbene meno significativi, gli aumenti dei canoni per le carte di credito e di debito (complessivamente 0,8 euro); sono invece diminuite di 2,1 euro le spese legate a servizi residuali quali ad esempio la tenuta dei dossier titoli o la liquidazione periodica degli interessi.

SPECIALI
Il Sole 24 Ore
La proposta franco-tedesca di un bilancio della zona euro ha suscitato qui a Bruxelles il consenso di numerosi ministri delle Finanze in una riunione tutta dedicata al progetto di riforma dell’unione monetaria che i capi di Stato e di governo dell’Unione dovrebbero fare proprio nel summit di metà dicembre. Molti dei temi provocano nervosismo in Italia, tanto più durante un braccio di ferro sulla Finanziaria 2019 che potrebbe scaturire in una procedura per debito eccessivo. In una conferenza stampa alla fine della riunione, il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ha parlato di «buon progresso» nelle discussioni, che hanno riguardato nello specifico il completamento dell’unione bancaria, la riforma del Meccanismo europeo di Stabilità (ESM), e l’idea di un bilancio della zona euro che dovrebbe avere compiti di stabilizzazione finanziaria così come di promozione della Ricerca & Sviluppo.

la Repubblica
Ormai che al governo italiano i tecnici stanno come il diavolo all’acqua santa lo sanno anche all’estero. Gli ultimi episodi sono della settimana scorsa: il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli ha vietato ai membri della delegazione diplomatica e ai funzionari della Ue di partecipare all’incontro sulla Tav con l’omologa francese Elisabeth Bourne a Bruxelles, con il risultato che sono uscite due versioni differenti sull’esito del meeting. A Roma si è sfiorato l’incidente diplomatico quando il governo italiano si è opposto alla pubblicazione dei risultati dell’ispezione annuale del Fondo Monetario. C’è voluta un’ora e mezza di riunione a porte chiuse del capo delegazione Rishi Goyal con il ministro Tria mentre gli ispettori del Fmi aspettavano imbarazzati fuori dalla porta: solo quando è stata aggiunta di una postilla sugli “scarsi risultati in termini sociali delle politiche dei governi precedenti”, un via libera al reddito di cittadinanza, la situazione si è sbloccata. Tutto questo senza contare la madre di tutte le battaglie, quella che vede contrapposti l’esecutivo e la commissione Ue con toni da sfida all’OK Corral.

la Repubblica — Fabio Bogo
Nel tentativo di far quadrare i conti e servire alla Ue un piatto meno indigesto di quello presentato con la manovra, il governo italiano ha messo sul tavolo un’altra portata indigeribile: 18 miliardi di euro di incassi tra cessione di immobili e privatizzazioni in un solo anno. Già su questo giornale abbiamo spiegato come la cifra che il governo si aspetta di incassare mettendo all’asta case, palazzi, caserme e fari sia realizzabile concretamente, ben che vada, in un arco di tempo non inferiore a 900 anni, e che quindi possa tranquillamente rientrare secondo la terminologia corrente nella categoria delle fake news (in altri tempi si sarebbe detto presa per i fondelli). Ancora più inconsistente, e soprattutto incoerente, è pensare che gli introiti possano venire dalla cessione di quote delle società partecipate. Primo, perché per raggiungere l’obiettivo lo Stato dovrebbe dismettere interamente aziende del calibro di Eni, Poste, Enel, Enav e magari anche Ferrovie. Secondo, perché se volessero davvero farlo alla fine l’acquirente a breve sarebbe la Cassa Depositi e Prestiti, il che risolverebbe l’operazione in una semplice partita di giro. Terzo perché pare poco comprensibile la strategia di cedere ai privati quote di società pubbliche mentre nello stesso tempo si pensa di far tornare pubblico quello che è privato, cioè Alitalia, e magari di nazionalizzare le autostrade.

Il Sole 24 Ore — Sergio Fabbrini
Se il governo italiano insisterà a difendere la sua proposta di bilancio, quali saranno le conseguenze per la collocazione italiana nell’Unione europea? Finora, le scelte di politica di bilancio del governo italiano sono state discusse per le loro conseguenze sull’economia e la politica del nostro Paese. Si è rilevato come le autorità europee potranno difficilmente accettare una politica di bilancio che contraddice clamorosamente gli obiettivi di riduzione del deficit nominale e di contenimento del debito pubblico. Venerdì 16 novembre, per di più, il presidente della Banca centrale europea ha ricordato come sia indispensabile che Paesi ad alto debito agiscano in fretta per rendere quest’ultimo sostenibile, prima che arrivi una nuova crisi finanziaria.

Corriere della Sera
A pochi giorni dalle ultime politiche, molti elettori sapevano esattamente cosa li interessava fra le promesse dai partiti per l’economia: la «flat tax», l’idea della Lega di una tassa bassa e uguale per tutti sui redditi delle persone. Almeno questo raccontano degli umori degli italiani le ricerche digitate su Google durante la settimana che si è conclusa il 3 marzo, alla vigilia del voto. I cittadini volevano informarsi sulla «flat tax» molto più che sul resto: in quel momento quel termine risulta ricercato sul motore di ricerca più del doppio più spesso rispetto a «reddito di cittadinanza» e una decina di volte più di «quota cento», la modalità proposta dalla Lega per andare in pensione prima.

INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Che ci fa un mostro sacro del cinema mondiale come Gerard Depardieu in un villaggio desolato del Belgio al confine con la Francia? È da poco passata l’ora di pranzo e a Néchin, una frazione del comune di Estaimpuis – cento chilometri a ovest di Bruxelles – non si vede un’anima per strada. C’è la filiale di una banca. Chiusa. Un bar. Chiuso. Una friggitoria e un panificio, chiusi anche loro. E poi una chiesa, una scuola elementare, trattori, mucche, campi di patate e in lontananza pale eoliche che girano al vento. Il cielo è grigio, di un colore che appiattisce ogni prospettiva. Solo l’erba è di un verde intenso. Un muggito rompe il silenzio. Questa non è Parigi e neppure Londra o New York. E allora, cosa spinge in una landa così isolata un attore tra i più famosi al mondo, amante della vita godereccia e sregolata? A Néchin, tra l’altro, non c’è neppure il cinema. A farlo capitare da queste parti è il fisco, ovviamente. Depardieu, infatti, non vive qui ma in questo paese ha la domiciliazione fiscale. Perché il Belgio è un “paradiso” dell’Unione europea per chi scappa dall’”inferno” di casa propria.

Il Sole 24 Ore
Canta che ti passa. Chissà se anche a voi è capitato di superare con una bella cantata preoccupazioni e timori di una giornata storta. Di sicuro a musicisti e rock band internazionali come Rolling Stones, U2, Ac/Dc, e chissà a quanti altri mai usciti allo scoperto, cantare fa passare la paura del Fisco. Ma a una condizione: che la società o le scatole societarie che gestiscono diritti e royalties delle rock band straniere siano registrate in Olanda. C’è un luogo nel centro di Amsterdam che i turisti non conoscono ma che spiega meglio di ogni altro la grande attrazione delle rock star per i placidi canali olandesi. Al numero 566 di Herengracht, una delle vie più costose della città, sono domiciliate ben 93 società e qui c’è il cuore finanziario di due delle rock band più celebri della storia: gli U2 e i Rolling Stones. Irlandesi i primi, britannici i secondi ma entrambi con identiche passioni: l’Olanda, Amsterdam, il numero 566 di Herengracht e un manager di 53 anni, Johannes Nicolaas Favié, per gli amici Jan. Favié è l’uomo che custodisce il portafoglio di Bono Vox, Mick Jagger e compagni. Sebbene dal vivo abbiano poche volte suonato poche volte insieme, in questo edificio di mattoni rossi, invece, condividono quasi tutto. Compresa la passione per il fisco leggero dei Paesi Bassi, che esenta da qualsiasi tassa le royalties in uscita dal paese.

Il Sole 24 Ore
La Babele fiscale europea provoca un danno di almeno 70 miliardi di euro all’anno ai Paesi della Ue. I pochi fortunati che non subiscono questa emorragia sono i “magnifici sette” che la Commissione europea definisce testualmente «aggressivi». L’elenco comprende il Lussemburgo, il Belgio, l’Olanda, Irlanda, Malta, Cipro e (parzialmente) l’Ungheria. «Il risultato pratico della pianificazione fiscale aggressiva è la distorsione della competizione tra le società e la distrazione sleale di risorse dagli obiettivi di spesa dei governi nazionali»: è la stessa Commissione europea che il 7 marzo 2018 lo afferma in un report inviato al Parlamento e al Consiglio europeo, alla Bce e all’Eurogruppo. Paradisi fiscali. È inutile girarci intorno. Come afferma Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze nei governi di centro-sinistra tra il 1996 e il 2008, «in Europa esistono paesi che sono sostanzialmente dei paradisi fiscali». Picchia ancora più duro Giulio Tremonti, ex ministro delle Finanze nei governi di centro-destra tra il 1994 e il 2011, sostenendo che nella Ue «esiste una zona di Stati piccoli che effettivamente fregano gli altri» e che la cifra dei 70 miliardi è ampiamente sottostimata.

INTERNAZIONALE
Financial Times
Deutsche Bank has earmarked €1bn to buy back senior non-preferred bonds in an attempt to lower its costly liquidity reserve. The transaction will help the bank “optimise its future interest payments and maturity structure,” Germany’s largest lender said in a statement on Monday. Optimising its liquidity reserves, which at the end of September stood at €268bn, has been one of chief finance officer James von Moltke’s strategic goals. Ahead of the announcement the two bonds in question — which mature in March 2025 and January 2028 and pay a coupon of 1.125 per cent and 1.75 per cent respectively — were trading at around 92 cents and 88 cents on the euro. If Deutsche acquires the debt below its issue price, it realises a profit.

Financial Times
Clydesdale Bank owner CYBG has agreed a £400m deal to fund loans through UK financial technology group Salary Finance, in the latest sign of traditional banks’ enthusiasm for partnerships with start-ups and for the growing business of loans that are repaid out of workers’ pay cheques. Salary Finance, whose founders include the former head of Google UK, enables employees to take out loans that are then repaid automatically through their employer’s payroll system. The fintech group currently offers its service at institutions ranging from BT and Dixons Carphone to NHS trusts and schools. The sector has grown rapidly in recent years, drawing attention from big investors including Goldman Sachs and Legal & General. Deducting repayments automatically from salaries makes the loans more secure and attractive to banks, allowing them to extend credit at a cheaper rate than credit cards or payday loans.

Financial Times
Foreign investors in Italy’s bond market shed a net €1.5bn of government debt in September, in the latest evidence that the market jitters of the past six months have eroded their willingness to hold Italian paper. The latest drop was smaller than the €17.4bn fall in August, which came as investors braced for negotiations over the country’s controversial budget, but it was the fourth fall in five months and takes foreign investors’ total scaling-back since the populist coalition government took power in May to €68bn, according to figures from the Bank of Italy. The figures, which are the latest evidence of the sustained wave of selling that Italy’s bond market has faced since investors first became concerned about the country’s political position, came as the Italian government turned to domestic households to finance its deficit.

Financial Times
As much as $150bn of questionable funds targeted in Danske Bank’s money laundering scandal flowed through Deutsche Bank, according to testimony from the whistleblower at the Danish lender. Howard Wilkinson, the former Danske executive who warned bank managers in Copenhagen about the suspicious fund flows in 2013 and 2014, told Denmark’s parliament that of the $230bn of potential dirty money that flowed through its Estonian branch, $150bn went through the “US subsidiary of a European bank”.  He declined to name the lender. But documents from Danske and people close to Deutsche Bank have previously confirmed that Germany’s largest lender was a correspondent bank until 2015. 

TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
Apple “tradisce” i suoi fornitori, tagliando ripetutamente gli ordini per le componenti del suo prodotto di punta, l’iPhone, tutt’ora fonte di gran parte delle vendite e dei profitti. L’azienda guidata da Tim Cook ha ridimensionato le richieste alle maggiori società fornitrici per tutti e tre i modelli del proprio smartphone che ha lanciato soltanto due mesi or sono. Segno sia di una domanda meno robusta del previsto nel cruciale periodo delle festività di fine anno, che della scelta di portare ugualmente sul mercato un ventaglio di nuovi modelli sfidando una saturazione del mercato. La nuova versione di iPhone parsa più in difficoltà è, paradossalmente, quella meno cara: lo XR, che parte da un prezzo di listino di 749 dollari. Gli altri due modelli, lo XS e XS Max, sfiorano o superano i mille dollari ciascuno. Ma proprio la versione più “popolare” doveva avere in realtà un ruolo di vero traino della crescita nei piani di Apple, con i più cari e redditizi modelli che appaiono destinati a mantenere i livelli dei precedenti iPhone più sofisticati (nel mese iniziale di settembre hanno rappresentato il 16% del totale dei telefonini venduti, volumi simili al passato).

la Repubblica
“CAMBIATE subito la password”. Roberto Baldoni, il responsabile della cybersicurezza italiana presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è categorico. L’invito, rivolto a tutto il paese, è la conseguenza di un gravissimo attacco informatico che ha esposto 500.000 caselle di posta elettronica certificata causata dalla violazione dei server di un noto fornitore del servizio. Secondo le prime e parziali indagini adesso gli hacker hanno in mano gli identificativi Pec di 98.000 utenti tra magistrati, militari e funzionari del Cisr, il Comitato Interministeriale per la sicurezza della Repubblica che comprende appunto i ministeri della Giustizia, degli Interni, della Difesa, degli Esteri, dell’Economia e dello Sviluppo Economico, la stessa Presidenza del consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata.

la Repubblica
NON C’E’ PACE per Facebook, travolto da un’inchiesta esplosiva del New York Times che ha rivelato come il social abbia assoldato la Difiners, una società di analisi di orientamento repubblicano, per screditare i manifestanti attivisti anti Facebook, collegandoli al finanziere George Soros. Una scatenata campagna lobbistica di Mark Zuckerberg e soprattutto del suo vice Sheryl Sandberg per difendersi dagli scandali sulle interferenze russe e su Cambridge Analytica. Ebbene, Zuckerberg ha tenuto una riunione a giugno con i 50 top manager dell’azienda, a cui ha spiegato che Facebook è “in guerra” e che quindi la compagnia sarà gestita di conseguenza. Il retroscena è del Wall Street Journal, che cita diverse persone a conoscenza dei fatti. In tempo di pace, ha detto secondo le fonti il “numero uno” del colosso di Menlo Park, i dirigenti possono garantire che tutti seguano le decisioni chiave, ma con la società sotto assedio da politica, investitori e utenti insoddisfatti Zuckerberg ha spiegato che è necessario agire in modo più deciso. Secondo il Ceo, Facebook ha reagito troppo lentamente in situazioni difficili e ha richiesto ai manager di alto livello di “accelerare” la risoluzione di problemi, come la crescita lenta della base degli utenti e la sicurezza della piattaforma. Il nuovo approccio di Zuckerberg ha causato “un subbuglio senza precedenti” ai vertici dell’azienda, tanto che diversi dirigenti hanno lasciato il posto di lavoro. Secondo il Wsj, sono emersi anche contrasti tra Zuckerberg e la direttrice operativa del gruppo, Sheryl Sandberg.

La Stampa
Secondo una ricerca McAfee, oltre metà degli italiani rischia di fare acquisti su siti fasulli +Altro che regali e cene con i parenti, la caratteristica principale del periodo natalizio sembra essere tutt’altra: lo stress. C’è poco da stupirsi: affrontare il traffico impazzito dei giorni che precedono il 25 dicembre – alla ricerca del regalo perfetto per amici, figli e parenti – può essere una vera fatica. Proprio per questo sempre più italiani trovano rifugio nella comodità dell’e-commerce: secondo una ricerca della società di cybersicurezza McAfee, l’80% degli italiani che acquista online…

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BUON MARTEDI’ 20 NOVEMBRE DA OFNEWS AGGREGATOR ultima modifica: 2018-11-20T10:29:11+00:00 da Redazione LeggoNewsletter

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