BUON MERCOLEDI’ 14 NOVEMBRE 2018 DA OFNEWS AGGREGATOR

USCITA DI MERCOLEDì 14 NOVEMBRE 2018

ECONOMIA & FINANZA — AFFARI PERSONALI — SPECIALI — INCHIESTE —COMMENTI — INTERNAZIONALE — TECNOLOGIA —

ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
Nella giornata in cui lo spread è in allargamento a 310,013 punti base e la tensione resta alta resta nell’attesa per la risposta all’Europa del Governo italiano sulla Manovra prende la parola Peter Praet, capo economista della Bce, per rassicurare sulla politica accomodante della Banca centrale europea. Praet ha dichiarato: “Alcune banche centrali hanno iniziato a rendere meno accomodante la loro politica monetaria, mettendo fine a misure non convenzionali e aumentando gradualmente i tassi di riferimento”. Tuttavia, “l’Eurozona nel suo insieme necessita ancora di stimoli di politica monetaria a supporto dell’aumento delle pressioni inflazionistiche nel medio periodo”.

Il Sole 24 Ore
Amos Genish non è più l’ad di Telecom Italia: sfiduciato con 10 voti a 5, nel corso in un cda straordinario di prima mattina. Le deleghe sono state assegnate ad interim al presidente Fulvio Conti fino alla scelta del nuovo ad, per la quale è stato convocato un nuovo cda il 18 novembre. Vivendi – primo azionista col 23,94% del capitale ordinario, ma relegato in minoranza nel board dal ribaltone promosso dal fondo attivista Elliott la scorsa primavera – ha però intenzione di chiamare un’assemblea al più presto per non lasciare la gestione di questa fase delicata all’antagonista americano. Lo stesso patron della media company transalpina, Vincent Bolloré, sarebbe sceso in campo determinato a risolvere in tempi rapidi la partita, che potrebbe avere riflessi anche su Mediaset. Il commento di Antonella Olivieri. (video)

Milano Finanza
Titolo Tim volatile a Piazza Affari dopo che il cda ha revocato le deleghe all’amministratore delegato, Amos Genish, con una decisione assunta a maggioranza e con effetto immediato. Al top manager, voluto dai francesi di Vivendi, è mancato l’appoggio del secondo azionista del colosso tlc (detiene l’8,847%), il fondo Elliott. Il board ha, quindi, dato mandato al presidente, Fulvio Conti, “di finalizzare ulteriori adempimenti in relazione al rapporto di lavoro in essere con Genish”. Le deleghe revocate a Genish sono state provvisoriamente assegnate a Conti. Per individuare un nuovo amministratore delegato è già stata convocata una riunione del consiglio di amministrazione il 18 novembre. La scelta dovrebbe essere interna con la nomina di Rocco Sabelli o di Alfredo Altavilla, entrambi membri del board. Anche Stefano De Angelis, ceo di Tim Brasil, è considerato un buon candidato come futuro ceo del gruppo. In realtà, stando a quanto risulta a milanofinanza.it, Altavilla, l’ex braccio destro di Sergio Marchionne uscito da Fca , è in pole position.

Milano Finanza
Tim e Vodafone valutano un accordo di sviluppo condiviso della rete 5G. Secondo Bloomberg, i due colossi tlc starebbero studiando lo sviluppo congiunto della rete 5G. Si tratta di un’indiscrezione non confermata dalle società e che potrebbe portare a un accordo nel corso del primo trimestre 2019. L’accordo dovrebbe portare a un “Ran sharing”, cioè a una condivisione delle antenne. “Riteniamo che un accordo tra Vodafone e Tim possa essere giudicato positivamente dal governo italiano che si sta concentrando sull’accelerazione del lancio del 5G nel paese”, affermano gli analisti di Fidentiis. Concordano gli analisti di Mediobanca Securities: “un accordo tra i due rivali in grado di accelerare il lancio dei servizi mobili di prossima generazione sarebbe accolto con favore dal governo italiano che sta spingendo per una maggior velocità di internet e scoraggiando gli sforzi per costruire reti duplicate”.

Il Sole 24 Ore
Quella di amministratore delegato di Telecom Italia è una poltrona che scotta. Il successore di Amos Ghenish, che oggi è stato sfiduciato dal board della società, sarà il quarto manager in cinque anni a ricoprire questa carica. Prima dell’israeliano, il cui mandato è durato dal 28 settembre del 2017 ad oggi, a guidare la compagnia telefonica era stato Flavio Cattaneo in carica dal 30 marzo 2016 al 28 luglio 2017. Prima ancora sulla poltrona era seduto Marco Patuano che ha ricoperto la carica di ad dal 13 aprile 2011 al 21 marzo 2016. Questi continui avvicendamenti al vertice della società hanno avuto un costo piuttosto salato per la società. Stiamo parlando di almeno 31 milioni di euro considerata la buonuscita di Patuano (6 milioni) e il maxi-assegno staccato a Flavio Cattaneo che ha intascato una faraonica buonuscita da 25 milioni di euro (tenendo conto anche di stipendi e bonus Cattaneo ha preso circa 66mila euro al giorno per guidare Telecom). Il conto poi è destinato a salire dato che certamente Ghenish tratterà un congruo risarcimento per essersene andato dopo appena un anno e un mese e mezzo di mandato.

Corriere della Sera
Un tracollo del 50% in pochi minuti. Così il mercato ha segnato la fuga da Carige, l’istituto ligure che ha trovato un’àncora di salvataggio nel prestito obbligazionario da 320 milioni che sarà coperto dal sistema bancario sotto il cappello dello Schema Volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). Ieri il titolo non è riuscito a fare prezzo per l’intera giornata e solo sul finale, ammesso a pochi minuti dalla chiusura, ha registrato la maxi-perdita. Un risultato atteso, visto che l’aumento di capitale da 400 milioni da lanciare in primavera per rimborsare il bond subordinato sarà altamente diluitivo per i soci che non lo sottoscriveranno. Adesso Carige capitalizza circa 100 milioni con il titolo a 0,0019 euro e da oggi sarà quotata ma con il divieto di vendita allo scoperto. La rete di salvataggio tesa dal sistema bancario — su spinta della Banca d’Italia e del governo Lega-M5S — consente al nuovo amministratore delegato, Fabio Innocenzi, di dire ai dipendenti che «l’emergenza è finita» e che «la banca è in sicurezza» e può pensare «al rilancio commerciale». Tutto ciò in vista di un’acquisizione da parte di un altro istituto o di un fondo, anche se gli analisti (Equita, Akros) dubitano che la banca diventi appetibile avendo una quota di crediti deteriorati (npl) ancora molto alta, sopra il 21% a livello lordo. Nel frattempo, peraltro, dentro lo Schema Volontario si devono risolvere questioni delicati di governance e tecniche per le banche stesse. Per questo è stato individuato un advisor legale in vista dell’assemblea del 30 novembre che dovrà approvare l’operazione.

Il Sole 24 Ore
Credem punta ad assumere 150 giovani entro la fine del 2019. Dall’inizio del 2015 sono state assunte in Credem oltre 1.000 persone di cui 72,5% giovani, raggiungendo ad oggi un organico complessivo a livello di Gruppo di oltre 6.200 dipendenti con una crescita del 5,5% in tre anni e mezzo. A livello regionale, le posizioni aperte riguardano prevalentemente Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. La ricerca è rivolta a diplomati e laureati in discipline economiche, scientifiche e giuridiche. Per quanto riguarda l’ambito commerciale, i neoassunti potranno diventare gestori di clientela privata e small business con una successiva crescita manageriale come direttore di filiale. All’interno della direzione centrale le persone inserite potranno ricoprire ruoli con responsabilità via via crescenti, sulla base di un percorso sviluppato secondo capacità ed attitudini personali. Confermato il forte investimento anche nei sistemi informativi con giovani laureati in informatica.

Il Sole 24 Ore
Mediaset ha registrato utili netti per 27 milioni di euro nei primi nove mesi del 2018 (-21,7%) su ricavi netti in leggero calo a 2,433 miliardi di euro (-1,6% su 2017). Nel solo terzo trimestre la raccolta pubblicitaria è aumentata del 3,5% grazie all’apporto dei Mondiali di calcio e all’andamento positivo del settore radiofonico. I ricavi netti del terzo trimestre sono scesi da 667 a 629 milioni di euro mentre i costi operativi sono scesi da 487 milioni a 475,4 milioni di euro. Il risultato operativo è passato così da -42,2 a -9,1 milioni di euro mentre il risultato netto delle attività in funzionamento è migliorato da -46,1 milioni a -22,8 milioni di euro. «Anche nel corso del quarto trimestre dell’esercizio, i risultati economici e la generazione di cassa dovrebbero evidenziare un andamento migliore rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente» si legge nella nota della società.

AFFARI PERSONALI
Il Sole 24 Ore
A Piazza Affari ancora una volta ha tenuto banco la vicenda di Banca Carige (-48,65%), all’indomani della presentazione del piano di rafforzamento del capitale fino a 400 milioni. Le azioni dell’istituto ligure non sono riuscite a far prezzo per quasi tutta la seduta e poi negli ultimi minuti hanno lasciato sul parterre quasi il 50%. Nel dettaglio ieri il cda di Carige ha approvato il piano di rafforzamento patrimoniale che comprende due fasi: l’emissione per fine mese di Tier2 per 320-400 mln di cui fino a 320 milioni sottoscritti dal Fondo Interbancario di Garanzia, mentre 80 milioni (estendibili fino a 200) saranno collocati presso privati. Il secondo step è l’aumento di capitale in opzione fino a 400 milioni, che potrà essere effettuato attraverso il conferimento del subordinato (dal Fondo) o cash (dagli attuali azionisti). Il Fondo Interbancario verrebbe interamente rimborsato in caso di adesione complessiva all`aumento di capitale, mentre in caso contrario ci sarebbe la conversione del subordinato in azioni ma per statuto il fondo non può superare il 50% del capitale. Di conseguenza, per Equita, nello scenario di bassa adesione all`aumento, una parte del Tier 2 in mano al Fondo di Garanzia non potrebbe essere convertita in equity. Al mercato non piace il fatto che la mossa del cda sia stata varata visto che sono state fatte ulteriori rettifiche sui crediti per 190 milioni. In più «nonostante l`iniezione di capitale – ha commentato Equita – è difficile pensare che la banca possa essere un target di merger and acquisition con un’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti totali (Npe Ratio) maggiore del 25% (21,6% con le cessioni già programmate)». Le azioni bancarie si sono invece mosse in ordine sparso con Unicredit (+1,87%), Ubi (+2,39%) e Intesa Sanpaolo(+2,1%) ben impostate, Banca Pop Er al palo e Banco Bpmin ribasso dello 0,3%.

Milano Finanza
Lo spread tra i decennali italiani e Bund è salito oggi a quota 310 punti base per effetto delle vendite sul decennale italiano che vede salire il rendimento al 3,50%. Si tratta di un rendimento competitivo in un contesto di tassi ancora bassi in Europa. Lo pensa Nick Wall, co-gestore del fondo Merian Strategic Absolute Return Bond, Merian Global Investors (il nuovo nome di Old Mutual Global Investors). “I titoli di Stato italiani a livello di valutazioni sembrano molto attraenti rispetto a quelli di altre economie periferiche in Europa e ai Bund. Offrono rendimenti elevati per investitori europei e statunitensi che si proteggono dal rischio valutario. Sono anche molto economici se si considera la loro media, opposta rispetto alle valutazioni storiche, e se il rischio di ridenominazione è sopravvalutato”, dice Wall che aggiunge: “Alla luce delle emissioni nette negative all’avvicinarsi della fine dell’anno e l’assenza di rischi di downgrade sul breve termine, i bond italiani potrebbero avere buone performance nel corso dei prossimi mesi”.

Milano Finanza
Chi comprare: 1) Kering . Il target price è 575 euro, che implica un potenziale di rialzo del 48%. Il titolo, che capitalizza 49,2 miliardi di euro, tratta 17,5 volte l’utile 2018 e 15,4 quello del prossimo anno, mentre il rendimento della cedola 2018 è 1,9%. La performance da inizio anno è +8%. Il rating è buy 2) Hermes. Il prezzo obiettivo è 600 euro, del 23% superiore alle quotazioni attuali. Il titolo, che capitalizza 51,6 miliardi di euro, è scambiato 37,5 volte l’utile 2018 e 33 quello del prossimo anno, mentre il rendimento della cedola 2018 è 1%. La performance da inizio anno è +11%. Il rating è buy 3) Ferrari . Il target price è 150 dollari, che implica un potenziale di rialzo del 40%. Il titolo, che capitalizza 17,8 miliardi di euro, tratta 22,8 volte l’utile 2018 e 27 quello del prossimo anno, mentre il rendimento della cedola 2018 è 1%. La performance da inizio anno è +11%. Il rating è buy

Morningstar
Il cambimento climatico si può combattere anche con l’utilizzo di veicoli elettrici. Il suggerimento, contenuto in un report redatto dal’Intergovernmental Panel on Climate Change (un think thank dell’ONU che si occupa di studiare i problemi legati al surriscaldamento e di trovare possibili soluzioni), secondo gli analisti di Morningstar potrebbe portare i governi ad adottare regole più severe in materia ambientale, con maggiori investimenti nelle infrastrutture per ricaricare i veicoli elettrici e, di conseguenza, a un maggiore utilizzo di questo tipo di automobili. Lo studio indica che, entro il 2030, le emissioni inquinanti dovranno essere ridotte del 45% rispetto ai livelli del 2010 e sarà al centro delle discussioni del Katowice Climate Change Conference di dicembre in cui i governi di tutto il mondo tenteranno di fare un passo avanti rispetto agli Accordi di Parigi del 2015 (il cosiddetto COP21, con il quale si è cercato di contenere l’aumento medio del riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale).

Morningstar
Chi cavalcherà il trend della domanda di auto elettriche? In prima linea ci sono le aziende di componentistica che direttamente o indirettamente forniscono le parti necessarie alla loro fabbricazione e che, diversamente dalle case automobilistiche riescono più facilmente a raggiungere economie di scala significative. Il litio fa ricca Albemarle. Albemarle, ad esempio, è il più grande produttore al mondo di litio. In seguito all’acquisizione di Rockwood nel gennaio 2015 il gruppo controlla circa un terzo del mercato del carbonato di litio attraverso le attività in Cile e una partecipazione del 49% nella miniera Talison in Australia, oltre ad essere il secondo produttore mondiale di bromo, una sostanza chimica utilizzata principalmente nella produzione di apparecchi elettronici. L’aumento della penetrazione del mercato dei veicoli elettrici promette di far salire la domanda mondiale del litio a ritmi elevati e dal canto suo Albemarle sta investendo nell’espansione della sua capacità produttiva di litio sia in Cile che in Australia. Inoltre, i giacimenti cileni hanno costi di produzione molto bassi e garantiscono all’azienda un vantaggio di costo rispetto ai competitor.

Morningstar
Il segmento delle raffinerie Usa gode di buona salute ed è uno dei migliori all’interno del settore energia. Il mercato riflette nelle sue valutazioni questo quadro favorevole, ma nonostante i prezzi delle azioni siano mediamente alti è ancora possibile prendere posizione su aziende di qualità scambiate a tassi di sconto interessanti come Marathon Petroleum (MPC) e Valero Energy. Dallo scorso anno, quando gli uragani hanno interrotto le attività di produzione di greggio riducendo le scorte di petrolio, le compagnie raffinatrici hanno visto lievitare i margini di profitto. E anche se ora le operazioni di estrazione sono tornate alla normalità, l’ambiente resta favorevole. Le scorte di prodotti raffinati sono ai livelli minimi dagli ultimi cinque anni, la domanda continua a essere forte e lo stato di salute dell’economia americana resta buono. Tutte condizioni che promettono di dare continuità al buon andamento dei margini di profitto delle aziende del settore. Marathon scontata del 25%. Marathon Petroleum ha ceduto il 16% negli ultimi tre mesi (al 9 novembre 2018 in USD) e ora è scambiato a un tasso di sconto del 25% rispetto al fair value di 89 dollari (report aggiornato all’1 novembre 2018).

Il Sole 24 Ore
Il catalogo serale d’arte impressionista e moderna proposto da Sotheby’s a New York la sera del 12 novembre ha trovato terreno fertile nonostante o, forse, proprio grazie alla composizione inusuale dell’offerta: sui 65 lotti proposti era presente una sola opera (minore) di Picasso, e la dozzina di lotti di arte del periodo impressionista e post-impressionista hanno portato ad un solo realizzo al di sopra dei 10 milioni di dollari. Nonostante 16 lotti non abbiano trovato compratori (pari ad un quarto dell’offerta), il ricavo complessivo di 315,4 milioni di dollari si colloca a metà strada della stima pre-asta di 284-394 milioni di $ e supera il ricavo dell’anno precedente. Il ruolo delle Avanguardie. Oltre un terzo del ricavo è stato generato dei primi 12 lotti del catalogo, provenienti tutti da una collezione di lavori delle Avanguardie del primo ‘900, soprattutto di ambito tedesco. Tutte le opere sono andate vendute per un ricavo complessivo di 111 milioni di $, rispetto ad una stima di 88-130 milioni di $. A guidare questo gruppo, che è stato anche per diversi anni ‘ospite’ del Courtauld Institute of Art a Londra, un trio di lavori di Kandinsky di diverse date, che ne mostrano la versatilità, tutti aggiudicati oltre i 20 milioni di dollari.

SPECIALI
la Repubblica
La legge di Bilancio non cambia: è la sfida del governo italiano alla Ue, che aveva dato tempo fino a ieri notte per spiegare le deviazioni previste dalla Manovra finanziaria sugli obiettivi di deficit/Pil e sulla riduzione del debito. Bruxelles aveva preventivamente bocciato il testo per chiederne uno rivisitato. Ma la lettera inviata dal governo nella notte alla Commissione non cambia gli obbiettivi sul deficit e sul Pil. Accetta solo di ridurre il debito grazie a un piano di privatizzazioni del patrimonio immobiliare per un valore di 18 miliardi di euro.Ecco i punti della lettera. La novità principale consiste nell’impegno preso dal governo di far scendere il rapporto debito/Pil al 126% nel 2021 grazie a un piano di privatizzazioni del patrimonio pubblico. “Tenuto conto di tali introiti – si legge nel documento – e del loro impatto anche in termini di minori emissioni di debito sul mercato, e quindi minori interessi, la discesa del rapporto debito/Pil sarebbe ancora più marcata e pari a 0,3 punti quest’anno: 1,7 punti nel 2019, 1,9 nel 2020 e 1,4 nel 2021”. “Il rapporto – si legge ancora – scenderebbe dal 131,2% del 2017 al 126% nel 2021”.

Il Sole 24 Ore
Come momento di passaggio si può anche accettare. Se però si dovesse stabilizzare a questo livello – spiega Antonio Patuelli – non sarebbe sostenibile. Il “nemico”, per il presidente dell’Abi è chiaramente lo spread, da valutare con grande attenzione in quanto espressione di uno dei fattori di produzione per l’economia. «A quota 300 – scandisce Patuelli – non possiamo rassegnarci, perché questa verrebbe ad essere deglutita non solo dalle banche, che sono un anello di una catena produttiva, ma anche da imprese e famiglie». Traducendosi dunque in un «handicap complessivo sul sistema di produzione dell’Italia». Patuelli interviene a Milano alla seconda giornata degli stati generali sul credito organizzati da Assolombarda, ricordando anzitutto il ruolo fondamentale svolto dal sistema bancario non solo nell’erogazione del credito ma anche nella stabilizzazione dell’intero sistema, con 12 miliardi di euro messi in campo per risolvere le situazioni più problematiche, tra fondi di salvataggio e risorse connesse.

Corriere della Sera
Qualcuno malignamente la definisce la più grande crisi di sistema in questo momento in Italia. Il settore delle costruzioni è al collasso. Le più importanti imprese del Paese — da Astaldi a Condotte, da Trevi al gruppo cooperativo Cmc — sono in grossa difficoltà o addirittura in stato pre-fallimentare. Il disallineamento dei flussi di cassa tra le risorse pubbliche destinate alle opere e gli investimenti dei privati per eseguirle — dettato anche dai ritardi con cui le amministrazioni danno il via libera all’esecuzione delle gare — sta mettendo in ginocchio l’intero comparto. Se si esclude Salini-Impregilo, il primo general contractor per dimensioni e non a caso visto come alfiere di un possibile consolidamento, il quadro è nero e sta manifestando pesanti ripercussioni sociali con i sindacati edili in stato di perenne agitazione tra concordati preventivi e società in amministrazione straordinaria. Appesantendo anche i bilanci delle banche esposte complessivamente per oltre 4 miliardi con il rischio di mancati rimborsi nei prestiti.

Il Sole 24 Ore — Alessandro Graziani
Con lo spread BTp-Bund a 300 e una possibile procedura d’infrazione della commissione Ue contro l’Italia sul debito pubblico, il sistema finanziario italiano resisterebbe all’apertura di una nuova crisi bancaria? No, è la risposta che si sono date le principali banche che hanno deciso di far scattare il salvataggio d’urgenza di Carige da parte dello schema volontario del Fondo Interbancario di Garanzia. Dopo le centinaia di milioni bruciati dal fondo Atlante e i recenti interventi del Fondo interbancario in alcune casse di risparmio, era stato detto: mai più un euro delle banche private sarà versato per difendere gli istituti di credito in crisi, sarà caso mai lo Stato – come nel caso di Mps – a farsene carico. A far cambiare idea ai vertici del sistema bancario hanno concorso una serie di valutazioni. Innanzitutto il costo finanziario: i circa 320 milioni necessari per Carige corrispondono a un impegno pro-quota delle singole banche di pochi milioni a testa. L’impegno è teoricamente a tempo, perché la ricapitalizzazione che Carige effettuerà a marzo dovrebbe servire a rimborsare l’anticipo dei fondi erogati dal sistema bancario. Ma è evidente che oggi nessuno è in grado di prevedere come il mercato risponderà alla richiesta di 400 milioni di mezzi freschi. In caso di insuccesso della ricapitalizzazione, l’intervento delle banche tramite il fondo diventerebbe stabile. Ed è facile prevedere che, in tal caso, la spinta a far confluire Carige in un gruppo più grande sarebbe immediata poiché non avrebbe senso che una banca sia controllata stabilmente da un pool di istituti concorrenti.

La Voce — Francesco Daveri
Alla scadenza del termine posto dalla Commissione europea al governo italiano per modificare il testo del disegno di legge di bilancio, può essere utile ricostruire con chiarezza il quadro contabile della manovra di bilancio (inclusiva della legge di bilancio e del decreto legge fiscale 119/2018) che il governo ha difeso fino all’ultimo. Lo si può fare con precisione grazie alle tabelle riepilogative contenute nel testo dell’audizione del presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro. Da pochi semplici numeri emerge la magia di una manovra che sfora sui conti pubblici, facendo rischiare all’Italia una procedura di infrazione, senza neanche dare una spinta all’economia. Concentrandosi sugli effetti per il 2019, dalla tabella emerge che nel 2019 il governo inietterà nell’economia risorse per 38,1 miliardi di euro, il 2,1 per cento del Pil. Una iniezione di risorse che a prima vista appare generosa e ben equilibrata tra aumenti di spesa e minori entrate. Le maggiori risorse derivano infatti per il 55 per cento (20,9 miliardi) da più spesa pubblica e per il restante 45 per cento (17,2 miliardi) da minori entrate.

La Voce — Silvia Giannini e Paolo Panteghini
In conclusione, queste misure fiscali suscitano perplessità e preoccupazione non solo per la loro natura, ma anche per i negativi effetti di cassa sulle imprese e sulle banche, soprattutto nel prossimo anno. Per il 2019 si tratta di più di 6 miliardi, tra riforme strutturali e anticipi/rimodulazioni di vario genere. È dunque difficile pensare che, in uno scenario congiunturale già negativo, possano contribuire a raggiungere gli ambiziosi obiettivi di crescita prospettati dal governo.

Financial Times
Italy’s populist coalition government has defied calls from the European Commission to reverse its plans to sharply increase public spending as part of a gamble to stimulate the country’s stagnant economy, setting the stage for Brussels to hit Rome with financial sanctions. In a letter to the European Commission, Giovanni Tria, Italy’s economy minister, confirmed that his government would stick to a budget that was rejected last month by the commission as an “unprecedented” breach of its spending rules. Mr Tria said while Rome recognised its budget did not meet EU spending rules it was pressing ahead with “a difficult but necessary decision because our [gross domestic product] remains well below pre-crisis levels and the most disadvantaged sectors of Italian society are experiencing dramatic economic conditions”.

Financial Times
With one of the largest piles of public sector debt in the world Italy has long relied on outside investors to roll over its borrowings each year. More recently, as financial markets have taken fright at Rome’s fight with Brussels over its spending plans, the country’s populist government has started to openly discuss an alternative. If foreign fund managers aren’t willing to buy Italian government bonds, then why not market them to Italy’s vast pool of domestic savings? Last month Matteo Salvini, deputy prime minister and the Italian politician most openly confrontational towards financial “speculators”, called on Italian citizens to lend a hand to Italy by buying its bonds, raising the possibility of tax breaks for those who do so. “The fact is that we must help those who invest in Italian government bonds,” he said. “I would like the money saved by the Italians to help Italian companies, Italian pension funds and not go to foreign investment funds”.

INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Gli asset complessivi detenuti dalla Banca centrale giapponese hanno superato il Prodotto interno lordo del Paese, in seguito alla politica monetaria ultraespansiva di “allentamento quantitativo e qualitativo” avviata 5 anni e mezzo fa. È la seconda banca centrale al mondo a “scavalcare” l’intera economia di riferimento con l’ammontare delle sue attività, dopo la Banca centrale svizzera. Il dato che si compara con le ben più modeste percentuali, in rapporto al Pil, della Banca centrale europea (che ha asset pari a circa il 40% dell’economia dell’Eurozona) e della Federal Reserve (circa il 20%).

Il Sole 24 Ore
I negoziatori britannici hanno raggiunto l’intesa su una bozza di accordo per la Brexit a Bruxelles, classificata da alcune testate come un documento «preliminare». Il testo sarà discusso mercoledì pomeriggio in una riunione del Gabinetto, l’istituzione che raccoglie i ministri più importanti del governo, convocata da Theresa May per le 14 (le 15 italiane). In attesa del vertice, i ministri sono stati chiamati martedì sera per degli incontri uno ad uno con Theresa May. Una prassi «eccezionale», come non avveniva dal 1990. La bozza di accordo, a quanto riporta la Bbc, sarebbe lunga oltre 500 pagine e concordata dalle parti «solo a un livello tecnico». L’organismo dovrà decidere sui prossimi passi, dando il suo eventuale via libera allo step successivo dei negoziati. In caso di voto favorevole del Parlamento, si passerebbe alla convocazione di un summit definitivo tra Londra e Ue per formalizzare l’intesa. Ma l’esito è tutt’altro che scontato. I membri del gabinetto sono stati invitati a «studiare bene il testo» prima dell’incontro. Prima della notizia dell’accordo, a quanto pare contenuta in una email istituzionale, si erano rincorsi rumor su una maggiore probabilità dello scenario no-deal anche fra i team impegnati nel dialogo a Bruxelles.

COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Vittorio Pelligra
«Nessun errore decisionale è più pervasivo e potenzialmente più catastrofico dell’eccesso di fiducia in se stessi (overconfidence)». Così scriveva qualche anno fa, lo psicologo Scott Plous, a proposito delle catene di eventi che determinarono i disastri di Chernobyl e dello Space Shuttle Challenger. Un eccesso di fiducia in se stessi che può accecare e far perdere il senso del limite, far sbagliare prospettiva o farci credere di essere ciò che in realtà non siamo. L’overconfidence spiega, per esempio, perché il 93% degli automobilisti americani si ritenga un guidatore più abile della media. Lo stesso vale per la maggioranza dei gestori di fondi finanziari, degli ingegneri e di molte altre categorie di esperti, tutti convinti di essere migliori della maggior parte dei colleghi. Un elevato livello di overconfidence è ciò che emerge dai dati raccolti nel rapporto che la Consob ha appena reso noto su Le scelte di investimento delle famiglie italiane. Seguendo il modello del National Financial Capability Study americano, la Consob ha iniziato negli ultimi anni a raccogliere e analizzare i dati relativi alle scelte finanziarie delle famiglie italiane e a metterli in relazione con vari elementi, non solo socio-demografici – età, reddito, istruzione, etc – ma anche con le attitudini psicologiche. Scopriamo, per esempio, che i risparmi delle famiglie italiane sono stagnanti a un livello pari a quello del 2012 e che il tasso di risparmio si attesta a un livello inferiore a quello della media europea, ma anche che la media delle nostre competenze finanziarie è piuttosto bassa: un intervistato su due non conosce le nozioni finanziarie di base. Solo uno su cinque conosce concetti avanzati. Sappiamo cos’è una percentuale, ma l’80% di noi non riesce a capire il concetto di probabilità.

INTERNAZIONALE
Financial Times
Goldman Sachs has faced many crises in its time but none more shocking than the case of Tim Leissner, its former senior partner in south-east Asia. Wall Street is supposed to bring transparency to emerging markets, not to make corruption easier. Mr Leissner, who has admitted to laundering money and bribery, was corrupted in spectacular fashion. He pleaded guilty to conspiring with Jho Low, a flamboyant deal fixer, to gain for Goldman a lead role in $6.5bn of bond financing for 1MDB, a Malaysian sovereign wealth fund. He also helped to channel $2.7bn into bribes, including $4m of jewellery for an official’s wife. Mr Low maintains his innocence. Concealing facts from Goldman’s compliance and legal staff to prevent them from blocking deals was “very much in line with its culture”, he claimed in court. If that is true, Goldman has lost its honour. Even if false, it says little for the bank’s vaunted “federation” — its finance, risk management and legal groups — that he fooled them so easily.

Marketwatch
Large-cap technology stocks have been hit hard. But analysts expect many to come roaring back. Let’s get to those names. First, let’s put the recent action into perspective. The Dow Jones Industrial Average DJIA, -0.40% has fallen 3.8% since the end of September (with dividends reinvested), but is up 4.7% this year through Nov. 12. The S&P 500 SPX, -0.15% is down 6.3% since the end of September, but up 3.7% this year. Here’s how the 11 sectors of the S&P 500 Index have performed through Nov. 12, with dividends reinvested, sorted by worst to best from Sept. 28:

TECNOLOGIA
la Repubblica
Scommesse per incamerare milioni su milioni. Giochi e tornei per lavare denaro, ripulirlo, reimpiegarlo. ‘Ndrangheta reggina, mafia catanese, famiglie pugliesi, clan hanno messo le mani sul mondo del betting, si sono nascoste dietro le piattaforme di gioco e si sono spartite il mercato, finendo per controllare in maniera diretta o indiretta giocate per 4,5 miliardi di euro. In manette per questo sono finite 68 persone. In elenco ci sono boss e gregari delle più note famiglie di ‘ndrangheta di Reggio Calabria, dei clan catanesi e pugliesi, ma anche imprenditori e prestanome, tutti a vario titolo accusati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ed autoriciclaggio, illecita raccolta di scommesse online ed alla connessa fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni. Sotto sequestro sono finiti beni per oltre 1 miliardo di euro, mentre in queste ore oltre 80 perquisizioni sono in corso in tutta Italia.

Il Sole 24 Ore
Quasi 31 miliardi di dollari in 24 ore. L’equivalente di 213,5 miliardi di yuan nell’arco di una sola giornata di shopping, un primato che sgretola qualsiasi precedente nella storia delle vendite online e offline. Alibaba, il gigante cinese dell’ecommerce, ha frantumato (un altro) record con i risultati del suo Singles day, la giornata di acquisti che coincide con la festa nazionale dei single dell’11 novembre. Il volume di vendite, scandito secondo per secondo, aveva già sorpassato il picco dell’anno scorso (25,3 miliardi) alle 17:30 cinesi, macinando a pieno ritmo fino alla mezzanotte. Per farsi un’idea, sono bastati un minuto e 25 secondi per mettere sotto chiave un miliardo di dollari e un’ora per cumularne 10, “bruciando” di oltre cinque minuti le tempistiche dell’anno scorso. L’azienda ha festeggiato la maratona con uno show che mima lo stile della concorrenza, gli americani, fra un megaschermo capace di monitorare gli acquisti yuan per yuan e una manciata di ospitate vip: Maria Carey, la modella Miranda Kerr e il padre di Alibaba, Jack Ma, apparso con berrettino bianco senza rivolgersi alla sua platea. Non che servissero troppi commenti.

la Repubblica
Solcare i cieli d’Italia a bordo di un aereo privato non è più solo una prerogativa dei più abbienti. Arriva il flight sharing a rendere ‘democratico’ un lusso per pochi: è possibile grazie a BBPlane, la prima piattaforma italiana dedicata al volo condiviso, nata dall’idea di due under 30 di Bari. Una sorta di Blablacar d’alta quota, con gli utenti che chiedono passaggi su aerei privati per motivi di turismo o professionali. A offrirli giovani piloti che hanno bisogno di accumulare ore di volo e devono comunque percorrere quelle tratte per esercitarsi. Una soluzione che permette di abbattere, condividendoli, i costi di un servizio normalmente molto oneroso per i giovani conducenti aerei. La trovata. La lampadina si accende nella mente di Daniele Spera, pilota privato 24enne e di Fabio Abbrescia, ingegnere gestionale di 27 anni, quando per la prima volta pensano di percorrere una tratta comune per risparmiare. “Fabio doveva spostarsi per lavoro in Grecia e io dovevo andarci per accumulare le ore necessarie a conseguire la licenza di pilota commerciale” spiega a Repubblica il pilota. “Ho pensato di accompagnarlo da Brindisi a Corfù con il mio aereo e fare a metà le spese di carburante e noleggio del mezzo. La soluzione poteva estendersi anche a voli turistici e piccoli trasferimenti”.

Il Sole 24 Ore
Immedesimarsi in un arciere che difende il Castelo Sforzesco o entrare in un antico tempio: il passato rivive con l’archeologia virtuale. Immersività, storytelling digitale e interazione sono i processi che verranno raccontati ad ArcheoVirtual, presentata dal Cnr Itabc (Laboratorio di Realtà Virtuale), dalla Direzione Generale dei Musei del Mibac e dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (Bmta). La mostra multimediale si svolgerà durante la stessa Borsa che avraà luogo a Paestum dal 15 al 18 novembre. Nei panni di un arciere al Castello. Nell’avventura proposta da Beyond the Gate per la mostra ArcheoVirtual 2018, il protagonista è il visitatore. “Beyond the Castle” prevede un percorso integrato che inizia attraversando le Merlate del Castello Sforzesco in un tour privato, per poi arrivare all’antica Torre Falconiera, dove i visitatori, indossando appositi visori, diventano protagonisti di un’esperienza interattiva di “hyper reality”, muovendosi liberamente nell’ambiente circostante e interagendo con lo stesso, immersi nell’atmosfera di fine ’400. Beyond the Gate è una startup italiana che sviluppa esperienze di edutainment interattive e multigiocatore rivolte alle famiglie e alle generazioni di nativi digitali.

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BUON MERCOLEDI’ 14 NOVEMBRE 2018 DA OFNEWS AGGREGATOR ultima modifica: 2018-11-14T09:39:11+00:00 da Redazione LeggoNewsletter

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