BUON 9 OTTOBRE DA OFNEWS AGGREGATOR

USCITA DI MARTEDì 9 OTTOBRE 2018

COVER STORY
Il Sole 24 Ore
A Milano a pagare lo scotto peggiore sono state le banche: la peggiore è stata Banco Bpm (-6,47%), che ha in corso un’importante operazione di derisking e attende le offerte vincolanti per un maxi pacchetto di Npl (potrà andare da 3,5 a 9 miliardi di euro, ma visto l’andamento dello spread è probabile che l’operazione non si allontani molto dalla cifra minima prevista dai target approvati dalla Bce). Sono andate molto male anche tutte le principali rivali: Intesa Sanpaolo -3,26%, Banca Mediolanum -3,34%, Unicredit -3,56%, Banca Generali -4,46%, Mediobanca -4,67% e Ubi Banca -4,94%. Per le banche italiane, notano dalle sale operative, lo spread a questi livelli è un doppio problema: in primo luogo perché il deprezzamento dei titoli di Stato in portafoglio rischia di erodere il patrimonio degli istituti e in secondo luogo perché è accompagnato da un aumento del premio di rischio richiesto dai potenziali compratori di crediti deteriorati, che ne rende più difficile lo smaltimento.

Il Sole 24 Ore
La Borsa di Milano è sui minimi da aprile 2017. Lo spread tra i BTp e i Bund è più volte salito in questi giorni oltre i 300 punti, arrivando fino al record dal 2013. Il divario tra i titoli di Stato italiani e quelli spagnoli è addirittura su livelli mai visti prima (200 punti), superando anche i 178 toccati nel 2011. Segno che l’Italia, sui mercati, balla da sola. Che gli investitori non abbiano apprezzato la Nota di Aggiornamento del Def è insomma evidente. Meno scontato, invece, è il motivo: in fondo tanti Governi hanno provato a “tirare” sul deficit o hanno provato a sbattere i pugni sul tavolo a Bruxelles. Perché questa volta il mercato è così teso? I motivi di fondo sono tre. Uno: in pochi credono che il Pil possa crescere come il Governo prevede. Questo crea molti dubbi sulla tenuta dei conti pubblici in futuro. Due: sui mercati resta un timore di fondo (nonostante le smentite) che prima o poi lo scontro con Bruxelles possa portare l’Italia fuori dall’euro. Tre: le agenzie di rating. Bene inteso, i mercati possono sbagliare. È successo molte volte in passato. Ma oggi questo è il loro modo di vedere le cose. E, giusto o sbagliato che sia, col loro “punto di vista” l’Italia deve fare i conti.

Il Sole 24 Ore
Lo spread è ai massimi da gennaio 2014, con conseguenze pesanti sulle banche, che rischiano di doversi ricapitalizzare per rispondere ai requisiti di patrimonializzazione. Con circa 400 mld di Btp in portafogli, infatti, le banche rischiano di dover aggiungere l’1% del capitale con uno scostamento di 30/50 punti dello spread. Il commento di Elena Bossola, Responsabile distribuzione di Edmond de Rothschild (video)

Il Sole 24 Ore
Per le banche italiane «uno spread sovrano superiore ai 400 punti base non è sostenibile». E’ il giudizio senza appello degli analisti di Credit Suisse, contenuto in un report intitolato «Politica ed economia: un’asimmetria costosa». Secondo gli esperti, «un allargamento dello spread di 200 punti base rispetto alla fine di giugno (quando era a 238 punti base) ridurrebbe il Cet1» delle banche italiane «in media di 66 punti base all’11,87% dal 12,53%» per il campione coperto dall’istituto elvetico, «facendo scattare aumenti di capitale». Sebbene gli istituti di casa nostra trattino solamente 0,58 volte i valori di libro e siano quindi «a buon mercato», secondo Credit Suisse, potrebbero essere «potenzialmente soggetti a ulteriore pressione». Il report prende il via dalle parole del vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, che aveva escluso «piani B» o la possibilità di rivedere la manovra economica anche nel caso di un allargamento dello spread a 400 punti base. Il rischio che la strategia del governo italiano non abbia successo, secondo il Credit Suisse, è tuttavia «molto elevato», dato che «lo spread potrebbe continuare ad allargarsi e le agenzie di rating potrebbero abbassare il giudizio sul Paese» (secondo gli economisti dell’istituto un taglio del rating di un gradino nel breve termine «è uno scenario molto probabile»).

Milano Finanza
Il Fondo monetario internazionale conferma le previsioni sull’Italia e taglia quelle sul commercio mondiale. Il pil italiano è visto in crescita dell’1,2% quest’anno, dopo il +1,5% del 2017, e le previsioni per il 2019 sono di un +1%. Le stime sono invariate rispetto ai dati aggiornati lo scorso luglio, mentre le attese di crescita globali sono state ritoccate al ribasso su entrambi gli anni, con una crescita stimata al 3,7% sia nel 2018 che nel 2019. L’istituzione di Washington guidata da Christine Lagarde, nel World Economic Outlook appena pubblicato, richiama però l’Italia a “mantenere le riforme fatte su pensioni e mercato del lavoro”. Invece “la possibilità di una marcia indietro sulle riforme, o dell’attuazione di politiche che danneggerebbero la sostenibilità del debito, innescherebbero forti allargamenti degli spread”, si legge. Il Fmi chiede anzi di adottare ulteriori misure sul versante delle riforme economiche come “la decentralizzazione delle contrattazioni salariali in modo da allineare le buste paga alla produttività del lavoro a livello di impresa”.

The Wall Street Journal
Investors continued to sell off Italian government bonds on Monday as the country’s populist government clashed with the European Union over budget targets. Yields on the country’s 10-year bonds hit a 4½ year high, rising 17 basis points to 3.593%. The two-year bond yield jumped to 1.557% near its highest level since June. Bond yields move inversely to prices. Italian stocks sold off with the FTSE MIB shedding 2.3%. A potential ratings downgrade of the country’s debt by major credit-rating firms also weighed on sentiment, analysts said. Banking stocks also suffered heavy losses, Banco BPM BAMI -6.47% losing 5.8% and UBI Banca UBI -4.94% falling 4.9%. The moves put pressure on the broader European market, with the euro falling by 0.4% against the dollar. “Step by step, the pressure on Italy is ratcheting up,” said Richard McGuire, head of rates strategy at Dutch lender Rabobank. “The danger is of this becoming a self-fulfilling prophecy.”

ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
Sale l’attesa per il nuovo piano industriale Transformation and Profitable Growth 2o19-2021 che Generali presenterà il prossimo 21 novembre a Milano, mentre il mercato tiene sotto osservazione le mosse sul capitale dell’immobiliarista Francesco Gaetano Caltagirone . Mediobanca Securities afferma che il business plan aprirà un nuovo capitolo per la compagnia triestina con il focus che si sposta dalla ristrutturazione industriale a una fase di crescita orientata al valore. “Dal punto di vista qualitativo ci aspettiamo che il gruppo baserà il suo piano su tre aspetti: l’ottimizzazione della struttura finanziaria, la crescita operativa e dell’utile netto e l’accelerazione dello sviluppo digitale”, afferma l’investment bank che sul titolo conferma il giudizio neutral con target price di 16,8 euro. Sul primo punto, Mediobanca stima che Generali possa mettere 1 miliardo, dei suoi 2,5 miliardi incassati dalle cessioni per ripagare parzialmente la trance di debiti subordinati che scadono l’anno prossimo e quella senior che scade nel 2020. “La nostra ipotesi è che Generali rifinanzierà soltanto una metà dei bond in scadenza nel 2019-2020, il che è compatibile con il bisogno di mantenere flessibilità finanziaria per catturare eventuali possibilità nell’m&a e con l’impegno di ridurre la leva”.

Il Sole 24 Ore
Sono stati pubblicati sul sito della Consob (sezione Bollettino: delibera 20583 e delibera 20584 ) i provvedimenti con i quali l’Autorità che vigila sui mercati ha sanzionato i vertici della Banca popolari di Bari per violazioni inerenti gli aumenti di capitale del 2014 e 2015 e la vendita di strumenti finanziari, incluse le azioni dell’istituto, ai clienti. Si tratta di sanzioni pecuniarie amministrative per complessivi 2,6 milioni tra figure apicali, manager, consiglieri di amministrazione e componenti del collegio sindacale, attuali e di precedenti gestioni. La decisione assunta dalla Consob è stata anticipata da Il Sole24Ore dello scorso 5 ottobre. I provvedimenti sono stati notificati ad almeno una ventina di persone.

Milano Finanza
Banco Bpm apre il dossier Agos Ducato. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha ereditato dal Banco Popolare il 39% detenuto nel big milanese del credito al consumo controllato dal Crédit Agricole. Un intreccio che nei prossimi mesi potrebbe essere sciolto o razionalizzato nell’ambito delle iniziative di capital management allo studio dell’istituto. Secondo quanto risulta a Milanofinanza.it, a breve Banco Bpm potrebbe selezionare gli advisor che seguiranno la trattativa. Sul tavolo ci sarebbero diverse opzioni tra le quali Castagna intende scegliere senza fretta. Da un lato la banca potrebbe valorizzare la quota attraverso una cessione o un’ipo che, pur prevista dagli accordi iniziali, risulta di difficile esecuzione nell’attuale scenario di mercato.

Milano Finanza
La Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto sui titoli Banca Ifis e Biesse . Il divieto, ha spiegato la Commissione di Borsa, è stato adottato in applicazione dell’articolo 23 del Regolamento comunitario in materia di short selling, tenuto conto della variazione di prezzo registrata dai titoli nella giornata di ieri, 8 ottobre, superiore alla soglia del 10%. Il provvedimento è in vigore per l’intera giornata di negoziazione di oggi, 9 ottobre, sul mercato MTA di Borsa Italiana. Il divieto riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli. Con ciò viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre 2012 in virtù del Regolamento comunitario. Nel dettaglio, il titolo Banca Ifis , complice il sell-off sui titoli bancari a causa dello spread Btp/Bund oltre quota 300 punti base, ha chiuso la seduta della vigilia in calo del 12,6% a 17,050 euro. Da inizio anno il titolo ha perso il 57,48% del suo valore. Nel 2017 aveva guadagnato il 57%. Il consenso pubblicato da Bloomberg mostra un target price medio sulla base dei fondamentali a 28,47 euro. Graficamente, la pesante correzione partita dai massimi assoluti a 50 euro ha deteriorato il quadro di breve e di medio periodo.

il mattino di Padova
Il banchiere, presidente di Mediolanum, avrebbe proposto la creazione di un nuovo patto di consultazione, meno vincolante di quello attuale. Il nuovo accordo riguarderebbe poco meno del 20% del capitale

Start Magazine
La Vigilanza, Bankitalia e Consob sapevano di Veneto Banca. E va loro attribuito dunque un ruolo nella fine sciagurata dell’istituto. Erano consapevoli della situazione, come dimostrano le relazioni ispettive. Erano consapevoli dell’esistenza di operazioni baciate, avevano contezza della modalità di elaborazione del prezzo delle azioni e degli elementi di debolezza della banca. CHE COSA SI LEGGE NELLA RELAZIONE SU VENETO BANCA Le 30 pagine che condensano la relazione di Francesco Favotto alla Commissione speciale d’inchiesta istituita in Consiglio Regionale sulle ex popolari tagliano come un bisturi gli ultimi quattro anni di vita di Montebelluna. IL RUOLO DI BANCA D’ITALIA E CONSOB SU VENETO BANCA Controllori ex ante ed ex post, con attitudine diversificate a seconda del momento storico. «L’imbarazzante entropia nei controlli», così Favotto definisce il disordine di quei controlli, prima dell’aumento di capitale del 2014 da 475 milioni. Salvo poi ritrovare «sintonia ex post nell’applicare severe sanzioni amministrative» che risentono, secondo l’ex presidente «dell’esigenza di soddisfare una domanda di “giustizia sociale”». E ancora la «strisciante dialettica fra Bce e Banca d’Italia fra il 2013 e il 2018, con il peso esercitato da quest’ultima nell’istruttoria delle decisioni della prima»

AFFARI PERSONALI
Il Sole 24 Ore
Non solo garantire il credito a chi non potrebbe accedervi attraverso i canali tradizionali. Oltre a quella che viene definita «funzione sociale», il microcredito può anche insospettabilmente rivelarsi un investimento efficace e redditizio per chi, sull’altro fronte, impiega di fatto le proprie risorse finanziarie mettendole a disposizione di questo strumento. La conferma arriva da uno studio realizzato dalla Luiss Business School con la collaborazione di Mikro Kapital, società specializzata nell’impact investing e nel microcredito, all’interno del quale si analizzano le dinamiche in atto e soprattutto le prospettive di un settore che è in costante e significativa crescita.

Il Sole 24 Ore
Brexit sfugge a ogni facile previsione. In vista dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, l’aspettativa era che l’immobiliare commerciale avrebbe sofferto, soprattutto gli uffici, perché banche e imprese avrebbero trasferito uffici e personale da Londra verso altre città europee. Il settore residenziale invece sarebbe uscito indenne dalla transizione, grazie alle mille attrattive della capitale britannica per acquirenti da tutto il mondo. A pochi mesi dalla data ufficiale di Brexit, prevista per il 29 marzo 2019, la situazione è invece esattamente il contrario. Il settore residenziale è in fase di stallo, il numero di compravendite è drasticamente sceso e nel centro di Londra, un tempo locomotiva del mercato, i prezzi sono perfino scesi. L’immobiliare commerciale invece continua a macinare successi, soprattutto il settore uffici.

INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Francia e Germania sono già ai ferri corti sulle nomine europee, e tra i due litiganti forse a goderne potrebbe essere proprio l’Italia. Il giro delle poltrone è appena iniziato con la presidenza del Ssm (Single Supervisory Mechanism o Meccanismo unico di vigilanza europeo) che si libera questo dicembre con la scadenza del mandato della francese Danièle Nouy: il Parlamento europeo si pronuncerà entro questa settimana o al massimo la prossima scegliendo il favorito o la favorita tra i tre candidati nella short list segnalata dal Consiglio direttivo della Bce: l’italiano Andrea Enria, l’irlandese Sharon Donnery e il francese Robert Ophèle, quest’ultimo al momento favorito ma con l’italiano che lo segue a ruota e l’irlandese terza e ultima con un certo distacco. Ma le tensioni sono già alte.

La Voce
La data di nascita dell’economia dei cambiamenti climatici è il 1983 quando uno studio della National Academy of Science indaga per la prima volta i potenziali effetti socio-economici e politici degli effetti del riscaldamento climatico (il termine “cambiamento climatico” è più appropriato, ma all’epoca si parlava per lo più di “riscaldamento”). Altri studi dell’Academia avevano raccolto evidenza scientifica sulla relazione tra le emissioni antropiche di gas serra e la temperatura globale, ma quei rapporti guardavano alla fisica dell’atmosfera e alla climatologia, non alla relazione con la sfera socio-economica. William Nordhaus, insieme a Thomas Schelling, è tra i primi economisti a interessarsi al problema ed enfatizza il fatto che, sebbene la responsabilità dell’uomo nell’alterazione del clima sia incontestabile e sebbene ciò possa avere effetti dirompenti sulla economia, questi effetti sono anche molto incerti. Per questo propone di associare un prezzo alle emissioni di CO2 (carbon tax) che dia conto delle conseguenze sul clima e che però sia moderato, proprio per le tante incertezze.

COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Dino Pesole
Fino agli inizi degli anni Settanta, si ricorreva al deficit e al debito in gran parte per finanziare gli investimenti. Tutto muta dal 1971 in poi quando comincia a formarsi il disavanzo dovuto alla spesa corrente, che alimenta il deficit. Riforme importanti, come la riforma sanitaria del 1978, non adeguatamente finanziate da aumenti del prelievo, l’attuazione delle Regioni con ampia facoltà di spesa senza responsabilità fiscale, una stagione politica che per “comprare” il consenso si affida all’aumento del deficit da trasferire alle generazioni successive. Gli anni Ottanta e l’esplosione del debito pubblico. E arrivano gli anni Ottanta, quando esplode il debito pubblico (dopo il “divorzio” del 1981 tra Banca d’Italia e Tesoro cessa il finanziamento monetario del disavanzo), che ancora oggi pesa su ognuno di noi. Già, ma come si finanzia e si sostiene il debito pubblico? Perché il vero tema non è tanto il suo ammontare in termini assoluti (ora attorno ai 2.300 miliardi), quanto il suo rapporto con la ricchezza prodotta dal Paese (il Pil) e ora siamo sopra il 130%, e soprattutto la sua sostenibilità.

INTERNAZIONALE
Financial Times
The human race is not on the scrapheap after all. Or at least not yet. There has been no shortage of predictions in recent years about how advances in artificial intelligence and robotics will see humans replaced in all kinds of jobs. But most AI experts see a less drastic outcome. In this version of the future, people will still have a role working alongside smart systems: either the technology will not be good enough to take over completely, or the decisions will have human consequences that are too important to hand over completely to a machine. This hybrid decision-making should produce better results than either working alone, according to David Mindell, a professor at Massachusetts Institute of Technology and author of Our Robots, Ourselves. There’s just one problem: when humans and semi-intelligent systems try to work together, things do not always turn out well.

Bloomberg
Italian Finance Minister Giovanni Tria will defend his government’s fiscal targets in parliament, with opposition lawmakers set to grill him on a plan that’s spooked both the European Union and financial markets — and that he had resisted. Tria’s hearing will be the first in a series on Tuesday, with speakers also due from the Bank of Italy, the national statistics institute and the audit court. Some of those have already been critical of the decision to borrow more, and Tria himself reportedly pressed for a tighter deficit before giving ground. So far, coalition leaders Luigi Di Maio of the anti-establishment Five Star Movement and Matteo Salvini of the anti-migrant League are sticking by their promises to voters despite market turbulence. They’ve set the deficit at 2.4 percent of GDP next year, allowing them to start paying for a “citizen’s income” for the poor, tax cuts and a lower retirement age.

Bloomberg
Italian Deputy Prime Minister Matteo Salvini said Europe’s real enemy is Jean-Claude Juncker and the Brussels bureaucracy that pushes budget restrictions and open borders. Italian bonds and stocks tumbled. Sitting alongside French nationalist Marine Le Pen at an event in Rome, Salvini said that next year’s European Parliamentary elections will be a showdown between those focused on creating jobs and those more concerned with imposing austerity like Juncker, the president of the European Commission, and Pierre Moscovici, the European Union’s economic policy chief. You’ve reach…VIDEO

Financial Times
Google is set to appeal against the record €4.34bn fine it received for abusing the dominant market position of its Android mobile operating system, in the latest step in its eight-year antitrust battle in Europe. The US technology company has until Wednesday to file its case with the European Court of Justice against the EU decision from July. That ruling took aim at a core part of Google’s business strategy by outlawing contractual restrictions that Brussels said had cemented its dominant position in general internet search. With more than 80 per cent of the world’s smartphones running on the Android operating system, the product is vital to the group’s future revenues and profitability. But in July, Margrethe Vestager, the EU competition commissioner, said Google had engaged in three practices that “denied rivals the chance to innovate and compete”.

Financial Times
Google has taken itself out of the running for a major US defence department contract after concluding that the work might breach the principles it has laid out for the ethical use of artificial intelligence. The decision comes months after a staff outcry forced the company to say that it would not renew a separate AI contract for the Pentagon, supplying image recognition technology for use in military drones. The internal dissent over that assignment, called Project Maven, prompted Google to publish a set of guidelines earlier this year for how it would use its AI technology in future. Dropping its bid for the latest defence department work will rob Google of a shot at a far bigger contract expected to be worth $10bn over the next decade. The Pentagon is planning to shift much of its internal data storage and processing power to the cloud, hoping that this will help military commanders make quicker and better-informed decisions on the battlefield.

Financial Times
A Google staffer argued earlier this year that publicising an undisclosed leak of user data would put the technology group in political cross-hairs, a revelation that now threatens its year-long attempt to distance itself from the scrutiny plaguing Facebook. Google insisted the warning of a political backlash had played no part in the decision to withhold details about the leak. Instead, it said the factors taken into account were the fact the data were not deeply sensitive and the company had not been able to ascertain precisely which users were affected. Revelations about the internal decision-making, first reported by the Wall Street Journal, came as Google announced on Monday it would shut down its Google+ social network and tighten its practices to prevent some types of user information from being seen by developers of third-party apps, who tap into the data to power their own services.

TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
Tre euro per i nostri dati su Facebook, più di 800 euro per la nostra intera vita digitale. È questo il listino di noi utenti sul dark web, la rete sommersa dove si vendono anche droga e armi e si scambiano immagini pedopornografiche in anonimato. Se sfruttate dai criminali informatici, le informazioni personali potrebbero essere utilizzati per commettere furti di identità o ricattarci. A scriverlo è il quotidiano britannico The Independent, che ha monitorato il dark web all’indomani dell’attacco hacker reso noto da Facebook il 28 settembre scorso. Sono stati rubati i ‘token’, le chiavi digitali, di 50 milioni di account, mentre altri 40 milioni di account sono stati resettati per precauzione. A poche ore dal furto, questi dati erano già venduti a prezzi stracciati su siti di mercato nero come Dream Market.

Il Sole 24 Ore
Netflix è ormai diventata l’applicazione che consuma più banda di Internet nel mondo, con il 15% di tutta quella utilizzata che è dedicato a questa app. Lo afferma un rapporto della compagnia specializzata Sandvine, secondo cui nelle ore di picco nel continente americano il servizio di streaming arriva ad occupare anche il 40% del traffico sul web. A livello globale, affermano gli esperti, Netflix supera gli streaming via siti web, che occupano il 13,1% della banda, Youtube (11,4%), la navigazione sul web (7,8%) e gli streaming musicali (4,4%). «Il dominio è ancora più impressionante – sottolinea il rapporto – se si considera che la compressione video di Netflix è la più efficiente di qualsiasi altro provider di video in rete. In altre parole la sua fetta sarebbe ancora più larga se gli algoritmi di compressione fossero meno efficaci».

La Stampa
Un addio senza gloria quello di Google+, la piattaforma social collegata al motore di ricerca più usato al mondo, che sarà chiusa in seguito alla scoperta di una falla. Secondo quanto riporta la stessa azienda, una vulnerabilità nel sistema di gestione dei membri del social network ha consentito agli sviluppatori di servizi terzi di accedere ai dati di oltre 500 mila utenti. Ora il difetto è stato risolto, chiarisce Google, che ammette anche di aver appreso del bug a marzo, nello stesso periodo in cui Facebook veniva investita dallo scandalo Cambridge Analytica. Ed è proprio per evitare di essere coinvolta nelle vicende della società di Zuckerberg che Google avrebbe deciso di tacere la vulnerabilità fino a oggi. A dimostrarlo sarebbe un documento interno, visionato dal Wall Street Journal, con il quale si mettevano in guardia i dirigenti sul fatto che la notizia della falla avrebbe «attirato immediatamente l’interesse delle autorità», incoraggiando un parallelo con il caso di Facebook, in cui una società britannica ha utilizzato i dati di 87 milioni di utenti per fini di propaganda politica.

Corriere della Sera
Il debutto non viene fermato dall’attacco hacker che ha colpito 50 milioni di profili. Disponibile in due versioni, permette fare videochiamate e, assicura Menlo Park, è a prova di privacy Ecco Portal, di Facebook. Mentre le sue azioni scivolano vicino alla zona rossa – ovvero quella in cui è sprofondato dopo il caso Cambridge Analytica – il colosso di Menlo Park non varia la tabella di marcia: la vulnerabilità di 50 milioni (più il rischio di altri 40 milioni) di profili comunicata poco più di una settimana fa e il rischio concreto di una multa da parte dell’Unione europea non hanno fermato il debutto del dispositivo da salotto. In maggio, invece, Mark Zuckerberg aveva deciso di tenerlo nel cassetto per non bruciarlo fra le fiamme dello scandalo dell’uso improprio di dati da parte della società britannica di consulenza politica. Adesso, in un impeto di audacia (o di imprudenza?), cala la delicata carta. Si tratta, in sostanza, di una prima risposta all’ingresso di Amazon, Google o Apple fra le quattro mura domestiche. Disponibile in due versioni e per ora solo negli Stati Uniti, Portal è pensato per permettere di video-chiacchierare con gli amici — fino a sei contemporaneamente — spostandosi a mani libere in casa. «La privacy per noi è molto, molto, molto, importante», ha assicurato la vice presidente del prodotto Rafa Camargo a Bloomberg, sottolineando come sia i quattro microfoni sia fotocamera si possano disattivare e non ci sia modo di registrare alcunché. Se non ci si fida, si può addirittura ricorrere a un cappuccio di plastica per coprire l’obiettivo. Insomma, se ti fidi bene, se non ti fidi lo capiamo, sembrano ammettere da Menlo Park. Come i rivali, Portal promette di non ascoltare quanto accade e viene detto intorno finché non viene chiamato in causa vocalmente (una questione di fiducia, ancora una volta).

Marketwatch
Facebook Inc.’s Portal should top the eventual lists of the worst tech products of the year, no matter how effective it is. The social-media giant unveiled a device Monday that’s dedicated to video calling and making it easier to hang out online with friends and family. Portal, as Facebook is calling it, is also a direct pathway into your house — it would put a Facebook-branded camera and microphone into your home just after news of a major breach affecting at least 50 million users and months after the Cambridge Analytica scandal. Don’t miss: Facebook launches home video chat—and promises it won’t spy on you Even as Facebook FB, -0.05% promised that consumers can easily disable the Portal’s camera and microphone, privacy advocates told MarketWatch that consumers are right to question if the devices are properly secured. Facebook said it does not “listen to, view, or keep the contents” of the Portal’s video calls, and said in promotional materials that it is “private by design.”

© 2010-2015 ofnetwork.net | Dedicated Server OfNetwork s.r.l. | Tutti i diritti riservati |

BUON 9 OTTOBRE DA OFNEWS AGGREGATOR ultima modifica: 2018-10-09T09:03:44+00:00 da Redazione LeggoNewsletter

Hai ricevuto anche tu questa Newsletter? Cosa ne pensi?

Utilizziamo i tuoi dati solo per poter pubblicare il tuo commento.Leggi la pagina della privacy policy per sapere come proteggiamo i dati che inserisci per commentare. I commenti sono protetti da spam da Akismet. Leggi la privacy policy di Akismet per sapere come trattano i tuoi dati.